Repubblicane

di cristinadellamore

Stamattina ad un certo punto si è diffusa per casa una musica particolare, ritmata ma cupa. Io ho lasciato lì il ferro da stiro e le lenzuola ed ho raggiunto lei che , in un angolo della piccola cucina, sembrava ipnotizzata dalle immagini della sfilata ai Fori Imperiali.

Alla musica si è aggiunto il canto, incomprensibile e non solo per le voci non educate e la lontananza dei microfoni. Le parole si capivano, ma non significavano nulla per me.

“Dimonios”, mi ha spiegato lei quando i soldati sono usciti dallo schermo e si sono sentite di nuovo le tranquille banalità dei commentatori, “la Brigata Sassari, mi colpisce sempre”. E mi sono accorta che aveva gli occhi un po’ rossi.

“Certo, abbiamo bisogno di un esercito di professionisti, non si possono mandare soldati di leva in giro per il mondo a farsi ammazzare. Io resto dello stesso avviso di papà, che il militare lo fece davvero, al confine con la Jugoslavia e poi per qualche mese a Livorno: il sistema migliore è quello svizzero. Ma forse in Italia non si può fare, 60 milioni di abitanti contro otto, e magari sarebbe troppo costoso”.

Magari dipende anche dallo statuto di assoluta neutralità. Però sarebbe bello, forse un modo in più per sentirsi cittadini.

“Aspetto che passino gli alpini e poi ti do il cambio, va bene?”, mi chiede un po’ timidamente.

Ma certo che va bene, abbiamo tutta la giornata.

La musica, poi, era questa.

 

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