Creme

di cristinadellamore

Battesimo del fuoco per il mio scooter. Sole, caldo (direi finalmente ma è meglio tacere, poi magari ci becchiamo tre mesi a trentasette gradi come l’anno scorso) e allora facciamo una corsa al mare, la prima della stagione.

Lei ha controllato gli zainetti e verificato che ci siano asciugamani, occhiali neri, ciabatte e crema da sole – tutto lì dall’autunno scorso – e io ieri ho fatto il pieno; si parte.

Lei mi tiene stretta e mi sembra di sentire le sue dita sulla carne, attraverso il sottile giubbotto di pelle e la maglietta bianca che indosso. Mi ripeto di tenere gli occhi aperti, prima sulla regionale, poi sulla provinciale. Un po’ di traffico, una bella luce, e lo scooter che si comporta più che dignitosamente quando accelero o azzardo una curva un po’ più allegramente. Certo, mi sto ancora abituando a regolare la velocità giocando di freno e acceleratore, qualche volta mi manca il cambio che, con un rapido cambio di marcia mi permette di risparmiare i freni e di tenere il motore su di giri ma non si può avere tutto. E poi, è bello viaggiare senza niente addosso: gli zainetti sono nell’ampio sottosella.

Siamo arrivate. Calcetto al cavalletto laterale dopo una elegante inversione sulla litoranea, lei scende staccandosi da me con un certo rimpianto, e me ne accorgo dalla carezza gentile di una mano che sale fino al seno, i caschi prendono il posto degli zainetti e ci inoltriamo verso la nostra spiaggia preferita.

Pochissima gente: abbiamo sentito dei problemi con le concessioni e della strana battaglia avviata dal Comune, improvvisamente risvegliatosi, contro l’allargarsi delle strutture in barba ai limiti delle autorizzazioni.  E infatti il capanno che funge da bar, ristorante e ufficio è sigillato da strisce di plastica gialla, i sigilli messi dalla Polizia Locale. Che facciamo, ci spogliamo?

“Ma sì, le indicazioni dell’oasi ci sono ancora, mettiamoci in un angolo. Per fortuna ho portato anche l’acqua, guarda”. Dagli zainetti estrae due bottigliette da mezzo litro, ne avremo bisogno perché il sole è gradevole e caldo. E sia, stendiamo gli asciugamani, via i vestiti e su gli occhiali; lei recupera anche il cappellino a visiera, poi  la crema protettiva.

E’ la parte che più mi piace, lei si sdraia sulla pancia ed io ungo la sua pelle, dal collo alle caviglie, e poi lei fa lo stesso per me. Poi mi fa cenno di voltarmi e si dedica al resto del mio corpo. Ho letto di coadiuvanti del sesso e del piacere, oli dai profumi e dalle consistenze particolari, a me bastano le sue dita. Impiega sempre troppo poco, ma poi tocca a me, di nuovo, ed il piacere che di nuovo provo è bellissimo come prima anche se un po’ diverso.

Non vedo i suoi occhi, dietro le lenti polarizzate, ma tengo lo sguardo fisso sulle sue labbra sottili. Spargo la crema ad alta protezione e man mano che procedo vedo che si incurvano in un sorriso, poi si aprono a mostrare in un lampo i  denti bianchissimi, infine la lingua rossa che sporge. Vuole un bacio, obbedisco.

Si sta bene, una accanto all’altra, e che importa se è il primo bagno della stagione. A casa c’è, abbiamo controllato, il doposole all’aloe, dal profumo che si sposa benissimo con quello del nostro piacere.

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