Candidati

di cristinadellamore

Un tardo pomeriggio ventoso e soleggiato, stiamo tornando a casa. Lei fuma ed ha bisogno di farsi togliere il tartaro due volte l’anno, e l’ho accompagnata dalla dentista, per fortuna ad un passo. L’ho già baciata, in un angolo del viale che fronteggia il laghetto ed ho sentito sotto la lingua i denti lisci ed il sapore di mente della pasta che si usa per lucidarli, ora la tengo per mano.

Girato l’angolo, un assembramento, bandiere, un camion con l’enorme pubblicità elettorale che quasi blocca la strada. Allunghiamo il passo, non siamo interessate alla candidata di destra-destra che ci sembra di aver intravisto e che non assomiglia per niente alle foto sui manifesti, ma poi ne parliamo una volta superato l’ostacolo.

“Vedi, non credo che ce la farà. Ma queste elezioni sono interessanti non solo per il risultato finale. In realtà permetteranno anche di regolare qualche conto in sospeso all’interno dei diversi schieramenti”.

Con le dita mi accarezza il palmo, so che vorrebbe baciarmelo, adora farlo ed io adoro quando lo fa, ma non voglio distrarmi.

“Da quella parte”, e con un cenno del capo indica il gruppetto alle nostre spalle, “si giocano per prima cosa la supremazia sulla destra romana: non a caso gli esponenti della vecchia guardia, tipo Alessandra Mussolini e Francesco Storace, stanno con Marchini contro la ragazzina della Garbatella. Poi c’è in ballo la guida della destra alle prossime elezioni tra Berlusconi e Salvini: e si giocherà molto qui a Roma, chi prende un voto in più, anche se non arriva al ballottaggio, ha vinto”.

Prende fiato e si ferma, io ne approfitto per rubarle un altro bacio, le spalle contro un albero.

“Dall’altra parte, Fassina deve provare a dimostrare che non è solo in grado di far perdere il Pd, ma anche di poter vincere: cioè, vincere magari no, ma punta almeno al quindici per cento, magari lavorando sugli indecisi e sugli astensionisti. Al di sotto sarà un fallimento completo, a quel livello invece potrebbe addirittura arrivare al ballottaggio”.

Provo a fare due conti: ci sono quattro candidati forti ed un outsider, ognuno dei quattro può fare tra il quindici ed il venticinque per cento, non è un ragionamento campato in aria , con una congiunzione astrale favorevole potrebbe anche riuscirci.

“Tutti danno per scontato che Virginia Raggi finisca in testa al primo turno. Io non ne sarei così certa, ma credo che lei sia l’unica sicura di arrivare al ballottaggio. E prima che tu me lo chieda, la risposta è no, siamo colleghe ma non l’ho mai incontrata, non la conosco di persona, ci occupiamo di cose diverse e poi lei ha qualche anno più di me; probabilmente sul lavoro è brava ed ha un gran bel giro di conoscenze importanti, credo”.

Svoltiamo a sinistra, siamo quasi arrivate a casa. Ombre lunghe, la strada è deserta, ed è lei a baciarmi, in punta di labbra, prima di riprendere il discorso ed il passo.

“Non chiedermi cosa ne penso, sui grillini ho da tempo sospeso il giudizio. E proprio per questo non li voto, ovviamente”.

Ci siamo, l’ascensore ci porta su per due piani ed ho appena il tempo di carezzarle il seno attraverso la camicetta. Non ha messo il reggiseno.

“Lo so che ti piace questa camicia, la terrò addosso mentre cucino, ma tu devi toglierti tutto”.

Ovviamente lo farò, e comincio a spogliarmi già sul pianerottolo.

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