Convergenze

di cristinadellamore

Ombrello e impermeabile, trench per lei, spolverino per me, e sotto lana, calze, scarpe chiuse. E’ maggio avanzato, sembra novembre.

Sul viale dello shopping, per metà chiuso al traffico per lasciare spazio ad una iniziativa commerciale almeno per oggi destinata al fallimento, poche persone infreddolite come noi. Lei è voluta uscire nonostante i postumi di una sgradevolissima influenza (“Non ne posso più di stare tappata in casa”, ha detto) ed io non me la sono sentita di fare l’inflessibile infermiera.

“Stasera farò la brava, sarai ricompensata”, mi sussurra all’orecchio, ed io infilo il piede in una pozzanghera mentre pregusto la serata e mi scappa una bestemmia della quale mi pento subito. Lei me lo ha spiegato gentilmente: se non ci credo, cosa significa un Porco nulla?

Lei fa finta di nulla e sotto la pioggia mi parla ancora con la sua voce bassa, quella che io chiamo da letto: “E’ un’eternità che non metti lo strap-on, che dici di tirarlo fuori, stasera?”, ed ecco che becco un’altra pozzanghera con l’altro piede. Dobbiamo proprio aspettare stasera? Torniamo a casa subito.

No. Non è forse l’attesa del sesso essa stessa il sesso? Lei mi tiene stretta per il braccio e mi blocca davanti ad uno dei negozi monomarca che non sono migrati verso il centro commerciale a due passi.

“Ti piacerebbe se lo indossassi per te?”, mi chiede. Certo, ma senza niente sotto.

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