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di cristinadellamore

Deve essere capitato qualcosa di strano alla mia banca, perché nella mia mail personale mi è arrivata una comunicazione pubblicitaria di qualcosa che si chiama prestito vitalizio ipotecario. Dopo le prime righe ho capito che c’era stato un momento di follia nel cervellone elettronico che gestisce queste cose, poi mi sono messa a ridere, alla fine mi sono decisamente incazzata e mi sono venute in mente idee che in genere non condivido, tipo: “le BANCHE hanno trovato un nuovo modo di rubare soldi alla GGENTE. ORA BASTA!!!1!! VERGONIA!!!11!

Ne ho parlato con lei che ha sorriso (meno di me), ha fatto una breve ricerca e si è un po’ incazzata (sempre meno di me), e poi ha cercato di spiegarmi.

“Una volta il nonnetto, soprattutto se non aveva figli o nipoti, ma anche se li aveva visto che i soldi gli servivano, vendeva la nuda proprietà della casa riservandosi l’usufrutto, cioè il diritto di fare dell’appartamento quello che voleva fino alla sua morte”. Insomma incassava un gruzzoletto per pagarsi la badante e tanti saluti, poi moriva e la casa certamente non gli serviva più.

“Adesso invece c’è un’altra possibilità: è una legge dell’anno scorso, è finalmente entrato in vigore il regolamento attuativo“.

E insomma, invece di vendere casa, se hai più di sessanta anni, puoi metterci l’ipoteca sopra e ti danno dei bei soldi, poi a ripagare ci penseranno gli eredi. Ovviamente l’ho fatta semplice, ma in realtà le cose sono un po’ più complicate.

Per prima cosa, è vero che puoi prendere i soldi e dimenticartene, ma il denaro non dorme mai. Ogni anno sulla sommetta che hai incassato (e magari ti sei anche spesa) matureranno interessi che andranno ad aumentare il capitale da restituire e sui quali matureranno altri interessi; qui lei ha usato un parolone: “L’anatocismo bancario, cacciato dalla porta, rientra dalla finestra”.

Alla fine, qualcuno dovrà restituire i soldi alla banca, e quindi, esclusa l’ipotesi, sempre possibile, che il nonno vinca al superenalotto e rimborsi anticipatamente il prestito, la data in cui il credito diventa esigibile è quella – ahimè – della morte del nonnetto, ed a quel punto gli eredi, entro un anno, possono alternativamente pagare il mutuo, se magbari hanno due soldi da parte, vendere direttamente la casa e quindi procedere al rimborso del finanziamento o, infine, rinunciando alle due precedenti possibilità, affidare alla banca l’incarico di vendere la casa e lavarsene le mani.

“Ci sono dei paletti per impedire che la banca, pur di rientrare, venda ad un prezzo troppo basso, ma quello che più mi fa ridere è che la tua banca richieda la presenza dei figli per dare i soldi al padre”. Cioè, i nipoti devono sapere che il nonno si ipoteca casa.

“Non dimentichiamoci che stiamo parlando di gente anziana. Io già me le aspetto, le cause portate avanti dagli eredi per non pagare, diranno che il nonno era anziano e rincoglionito, non capiva cosa stava facendo. Quindi la banca, giustamente, si predispone una linea di difesa più o meno di questo tipo: d’accordo, magari il nonno era rincoglionito. E la banca risponde: ma c’eri anche tu, potevi sempre dirgli di lasciare perdere”.

Ma è un affare questa cosa? E per chi?

“Bella domanda. Non ne ho idea. Vediamo, le banche non sanno quando potranno riavere i loro soldi, visto che il mutuo scade alla morte del cliente, e non sanno quanto potrà valere la casa in quel momento. Accidenti, non sanno neanche quando morirà, il cliente, e quindi quanto durerà il loro impegno. Però c’è un vantaggio da considerare subito: visto che finché il nostro famoso nonnetto è vivo non deve pagare, il finanziamento non potrà mai diventare di difficile recupero”.

Sì, ho letto qualcosa, i crediti che forse le banche non incasseranno mai.

“Esatto, che costano alle banche perché devono mettere da parte dei soldi in caso di problemi sul recupero del credito”. Sorrisetto triste. “Lo sai, era il lavoro di papà, me lo sono fatto spiegare bene”.

E allora, conviene alle banche? Ancora non l’ho capito.

“Non lo so, ma probabilmente sì. Vedi, sono operazioni nuove, devono aver fatto delle simulazioni; e poi, se è venuta fuori la legge, è probabile che l’abbiano chiesta proprio loro. Si chiama lobbying, lo sappiamo bene. E sappiamo anche che probabilmente contano di guadagnarci, altrimenti non lo proporrebbero, addirittura ad una ragazzina come te”.

Quando mi chiama così io reagisco in un solo modo e lei lo sa. Comincio a baciarla e non mi fermo più. E neanche lei.

 

 

 

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