Possibilità – Seconda parte

di cristinadellamore

(E’ cominciata qui)

Mi accomodo, e ormai so come si fa, ginocchia strette e busto dritto; effetto collaterale, le tette gonfiano la camicetta fresca di bucato, e sotto la giacca abbottonata si nota. Nessuna reazione, e la cosa un po’ mi dispiace anche se non l’ho fatto apposta, mi sa che oggi ho poche carte da giocarmi.
Non è un errore, ma credo lo abbiano deciso dopo matura riflessione. La bruna prende le redini della conversazione, mi confessa, finalmente, che stiamo parlando di una banca, e allora tutta la storia del B2B della volta scorsa era una balla, magnifico. Io di banche non ne so niente, o meglio, quelle poche cose di cui ho parlato con lei qualche volta, e quindi che abbiano bisogno di venditori mi sta anche bene, non credo che vendere prodotti finanziari sia poi così diverso dal vendere SW per aziende o studi professionali; si dice che i bancari guadagnino tanto, ma non ne sono così sicura, o almeno credo che non valga per tutti. Sentiamo.

Secondo la bruna il mio profilo professionale è piaciuto al committente, e se siamo qui è perché è necessario un primo contatto. Significa che le cose non si risolveranno in fretta: a me sta bene, nonostante tutto il lavoro ce l’ho ancora e ancora mi piace e lo faccio bene. Mi limito ad annuire con il mio migliore sorriso da venditrice, meno si parla meglio è.

La palla passa al committente, insomma il dirigente di banca, che accidenti a lui parla a voce bassissima, ed anche questo è un trucco, mi costringe a stare molto attenta e, altro effetto collaterale, mi chino verso di lui. Sembro una postulante, e non va bene.

Dunque, non è proprio una banca, è una società controllata dalla banca che si occupa, udite udite, di intermediazione immobiliare, e devo fare uno sforzo per non mettermi a ridere, finisce che mi metto a fare concorrenza a mio cognato. Poi mi viene in mente che per fare quel mestiere ci vuole una abilitazione, un patentino, qualcosa del genere, ed io ovviamente ne sono sprovvista; lo sanno, ovviamente.

In effetti ho letto qualcosa: tipo che le banca hanno in piedi un bel po’ di mutui magari in arretrato con i pagamenti, concessi ai costruttori per case invendute, magari se riescono a venderle i mutui vanno in qualche modo a posto. Ho letto anche che i veri intermediari immobiliari non l’hanno presa bene: cioè, chi va in banca a comprare casa – anche se si tratta formalmente di un’altra azienda – conta di avere il mutuo in fretta e più facilmente, insomma non mi sembra proprio il massimo come prospettive di lavoro.

 

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