Possibilità – Prima parte

di cristinadellamore

Io non volevo andarci, in realtà non avrei neanche risposto alla telefonata, ma poi lei mi ha convinto, e ho accettato l’appuntamento con i cacciatori di teste, dopo il primo colloquio siamo al secondo, ci sarà anche qualcuno della società committente.

Appuntamento nel tardo pomeriggio, e questo ovviamente è un problema, soprattutto se durante l’orario di lavoro ho avuto tre appuntamenti di cui uno a casa del diavolo, e anche se adesso mi muovo con la moto la fatica si sente. A proposito, e sia detto tra parentesi, oggi se ne è andato mezzo serbatoio, devo proprio trovare il modo di farmi rimborsare la benzina.

Soluzione un po’ artigianale allo stress della giornata; prima di uscire mi chiudo in bagno, mi cambio camicetta e calze, aggiungo un po’ di profumo e di rossetto: sono pronta per quanto è possibile esserlo. Per fortuna ho fatto anche lavare lo scooter e posso salirci sopra senza rischiare di sporcarmi il tailleur, oggi rosso, l’ho comprato un paio di anni fa e l’ho indossato poco perché sono convinta che non mi stia benissimo: ma è un colore assertivo, mi ha spiegato lei, e questa è l’occasione buona per sfoggiarlo.
Sotto la sella, vista che fa caldo, oltre al casco lascio anche il giaccone, e mi presento puntualissima dopo aver spento i telefoni, anche quello aziendale che dovrei tenere sempre acceso. Di nuovo cinque minuti di anticamera, probabilmente per ribadire un principio, di nuovo nel salottino che l’altra volta mi ha colta di sorpresa, di nuovo la poltrona in cui affondo; stavolta però sono preparata e resto in piedi per i saluti e non solo.

Oggi c’è un terzo personaggio, un uomo ad occhio oltre la sessantina, un completo scuro un po’ fuori moda, una bella cravatta sulla camicia bianca, cranio rasato e barba più bianca che grigia, due occhi verdi che brillano di intelligenza dietro gli occhiali; mi stringe la mano quasi battendo i tacchi, con gli stiletti sono più alta di lui di una decina di centimetri, ma non sembra imbarazzato, e già per questo comincia a piacermi. Chissà se piaccio a lui, che mi fissa negli occhi, per fortuna, e sì, si tratta del committente ed è qui per decidere se vado bene. Da questa intervista mi aspetto finalmente qualche informazione in più, e sarà questo signore che potrebbe essere mio padre a dovermele fornire. Decido in un lampo che sarà a lui che mi rivolgerò, chiunque mi faccia le domande.

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