Festa mobile

di cristinadellamore

Suona la sveglia, e stamattina musica. Allungo un braccio e non trovo lei. Il materasso è ancora lievemente infossato dal suo dolce peso, il lenzuolo è ancora tiepido e profumato per la sua presenza: si è alzata da poco, anzi da pochissimo.

Apro gli occhi e lei è lì, davanti a me, sorridente e regalmente nuda, si china per baciarmi e mi fa gli auguri: oggi è il mio compleanno, peccato che debba andare a lavorare, perché la giornata comincia benissimo.

Dopo il bacio il caffè servito a letto, e pensare che oggi era il mio turno di portarlo a lei, e poi mi serve sotto la doccia, mi insapona la schiena, fino alle caviglie, mi copre con l’accappatoio, mi massaggia e mi spazzola il caschetto nero che tanto le piace, poi mi fa accomodare e mi trucca: lo adoro.

“Oggi non lavoro, sono a tua completa disposizione, dammi gli ordini per la cena”. Un altro bacio prima di mettermi il rossetto, poi mi veste e bacia ogni parte del corpo prima di coprirla, quando sono pronta non ho più voglia di uscire.

La giornata scorre lentissimamente, la passo come nella nebbia e per fortuna non ho impegni di rilievo, faccio finta di leggere le schede dei nuovi prodotti che dovrò provare a vendere per la campagna di primavera e le lettere si scompongono e ricompongono fino a formare il suo nome e parole d’amore.

Mi riscuoto prima di salire sullo scooter per tornare a casa: ci mancherebbe che proprio oggi debba fare un incidente; ma stare attenta e concentrata è faticoso. In garage, finalmente arrivata, isso la moto sul cavalletto e mi viene in mente che non ho avuto il mio regalo. Deve essere una sorpresona, in genere il momento è al mattino.

Salgo le scale quasi di corsa, entro e la trovo come l’ho lasciata, nuda e splendente, sorridente e felice nel mio abbraccio, il giaccone tecnico sulla sua pelle, la sua lingua a cercare la mia, e mi stacco per vederla con le labbra rosse del mio rossetto sbavato.

Lo lecca con la punta della lingua e mi si piegano le ginocchia dal desiderio.

“Spaghetti all’astice con Anthilia di Donnafugata in tavola tra mezz’ora, come hai ordinato. Vai pure a cambiarti, amore, io devo ancora finire di apparecchiare, si mangia nella stanza grande”. Significa tovaglia di Fiandra, piatti Vecchio Ginori e bicchieri di cristallo, candelieri d’argento e tutto il resto. Non mi ha detto di togliere il trucco, devo essere elegante.

Sto ancora chiedendomi cosa mettere quando entro in camera e sul letto c’è il mio regalo. Eccolo qui.

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Ci sono anche le scarpe, e penso che alla fine della serata saranno l’unica cosa che avrò addosso.

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