Ragioni

di cristinadellamore

Questo vuol dire che ci odiano, davvero. Persone disposte a morire pur di ucciderci. Ma perché? Non riesco a capirlo.

“Sono la persona sbagliata cui chiederlo, se parliamo di religione”. Lo so, lei non è credente, e nemmeno io, se è per questo. “Ma non si tratta di religione, semplicemente è una questione di potere”.

Capisco ancora meno. Cosa c’entra il potere in una cosa del genere?

“C’entra, c’entra. Vedi, non possono seriamente pensare di riprendere la Guerra Santa interrotta a Lepanto, ma possono sperare di essere lasciati tranquilli a consolidare il loro potere, e questo ovviamente non possiamo lasciarglielo fare”.

Perché no? In fondo sono lontanissimi, potremmo farci gli affari nostri.

“Per prima cosa, sono abbastanza vicini da ammazzare centotrenta persone a Parigi e trenta a Bruxelles. E poi, sarebbe una buona idea farla finita con la guerra nella Mezzaluna Fertile, e così siriani e iracheni smetterebbero di scappare, morire e poi, i superstiti, arrivare sulle nostre coste”.

Giusto, è tutto collegato. E allora?

“E allora, amore, bisognerà farla, questa guerra. E sarà una cosa lunga e sanguinosa. La tecnologia servirà a poco, bisognerà mandare soldati sul terreno, e molti moriranno”.

L’Italia ripudia la guerra, questo lo so anche io che non ho certamente studiato come lei.

“Certo, nel migliore dei mondi possibili. Ma questo è diventato un mondo molto meno sicuro, c’è quasi da rimpiangere i buoni vecchi tempi della Guerra Fredda. Non solo, finché questa guerra non sarà finita dovremo attenderci altre giornate come queste”.

Insomma, non moriranno solo i soldati, che in fondo fanno il loro mestiere. Ma allora non è un rimedio peggiore del male?

“Tra Siria, Iraq e Turchia si agitano confuse ed incerte coalizioni e tutti gli attori recitano almeno due parti in commedia, qualcuno anche tre o quattro. Giustamente gli stati nazione perseguono i propri fini, non sempre confessati o confessabili. Prendi la Turchia, per esempio: in realtà dello Stato Islamico non le importa niente, le sue priorità sono quelle di ritagliarsi un pezzo di Siria e liquidare una volta per tutte il problema curdo. Bisognerà di nuovo intervenire lì, e anche in Libia, purtroppo, perché non ci possiamo fidare di alleati di questo tipo”.

E noi, qui, a Roma, che rischi corriamo? Io lavoro anche più o meno vicino al Vaticano, figuriamoci.

“Sono felicissima di averti regalato lo scooter. E no, non ne ho idea, e se anche ci sono allarmi certo non lo vengono a raccontare a noi. Però credo che la nostra situazione, almeno per ora, sia migliore di quella di belgi e francesi, e non per caso. Sullo scorcio degli anni ’90 la nostra intelligence ha lavorato molto sulla prima immigrazione. Certo, non possiamo essere al sicuro al cento per cento e dovremo farcene una ragione”.

E allora?

“E allora non ho il coraggio di dire business as usual, ma almeno cerchiamo di non pensarci troppo. Dammi un bacio, tanto per cominciare”.

Immediatamente.

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