Assemblea

di cristinadellamore

“Sicura di voler venire? Sarà lungo, noioso e sgradevole”. Lei mi sorride solo con gli occhi, è perplessa e preoccupata, e intanto stringe la cintura dei jeans attorno alla vita sottile.

Ma io ho promesso di amarla e onorarla, ma non solo, anche di aiutarla e starle accanto, quindi sì, voglio esserci anch’io, accanto a lei; con gesto speculare, mi abbottono a mia volta i jeans, che per fortuna mi vanno un po’ larghi. Poi scarpe da ginnastica e felpa sulla sottile maglietta di cotone, come lei.

“E allora andiamo”, infila le chiavi di casa nella tasca posteriore destra e mi bacia. Scendiamo due piani di scale tenendoci per mano, quasi guidate dal brusio delle mille inutili chiacchiere dei condomini che sono già arrivati.

Riunione di condominio, dobbiamo finalmente chiudere e prendere le ultime decisioni sui lavori al palazzo; lei non partecipa mai a queste assemblee, ma stavolta ha deciso di esserci, ha anche la delega del fratello, proprietario dell’altro cinquanta per cento di casa.

Facce note e meno note, saluti e strette di mano; c’è solo una sedia libera e faccio accomodare lei, io resto in piedi alle sue spalle, allargo leggermente le gambe, raddrizzo la schiena ed incrocio le braccia sul petto, in posa da bodyguard. Chissà perché, e chissà come mi immagino si svolgerà la riunione.

Dietro un tavolinetto, un tizio che non conosco con un gran fascio di carte in mano, al suo fianco la ragazza più o meno anoressica dell’ultimo piano con fogli e matita: l’amministratore e la segretaria che terrà il verbale.

Tempo dieci minuti e mi accorgo che fondamentalmente ci sono tre partiti, in questo parlamentino; uno vuole fare i lavori a qualsiasi costo, e più cari sono meglio è, uno vuole farli ma al massimo risparmio, ed il terzo non voleva proprio farli ma è stato messo in minoranza e adesso in genere si astiene sulle votazioni ma per qualche ragione i suoi membri partecipano puntualmente ad ogni assemblea.

Lei non apre bocca, sui primi punti all’ordine del giorno vota prima con gli spendaccioni, poi con i risparmiatori, suscitando qualche sorpresa; da dove sono, posso leggere i suoi appunti che prende, con la grande stilografica nera del nonno e con un inchiostro turchino, a margine del foglio di convocazione con l’ordine del giorno. L’ultimo punto è sottolineato: mi aspetto qualcosa di interessante e mi guardo di nuovo attorno incrociando lo sguardo del condomino del primo piano, alto e biondo, che sembra preoccupato.

Ci siamo. Si parla di versare un acconto sulle spese, ancor prima di affidare i lavori, pari almeno al quaranta per cento delle spese previste. Lei mi ha spiegato che chi lo ha proposto lo ritiene l’unico modo per evitare problemi al momento in cui i lavori cominceranno e bisognerà cominciare a pagare la ditta. Mi ha anche chiarito il perché: non pochi condomini diciamo che non sono puntualissimi nei pagamenti delle spese ordinarie, figuriamoci  quando arriveranno le bollette di quelle straordinarie.

E infatti quando arriviamo al punto, lei alza gentilmente una mano per chiedere la parola, ringrazia e dice più o meno che a fronte di questi pagamenti sarebbero necessarie delle clausole di salvaguardia, e precisamente l’impegno ad appaltare i lavori entro e non oltre un termine brevissimo dall’ultima scadenza prevista.

L’amministratore vorrebbe intervenire ma lei aggiunge che non ha finito, per favore.

Silenzio. Lo so, lei fa sempre questo effetto, ma in questo ambiente non me lo aspettavo; adesso tutti vogliono sapere cosa ha da aggiungere.

“Io suggerirei anche che comunque si vada avanti con i lavori così come deciso, impegnando sin d’ora l’amministratore a procedere per le vie legali nei confronti degli inadempienti, e tenendolo responsabile per ogni ritardo. Diciamo che dopo due settimane deve partire una lettera di intimazione, e una settimana dopo va affidato tutto ad un avvocato per le azioni di rigore”. Non la vedo ma so che sorride. “I signori condomini sono tali in quanto possiedono un appartamento, non è vero? Quindi hanno un patrimonio responsabile. Penso che l’amministratore già possa prevedere da quale parte arriveranno i problemi, e lo invito a predisporre sin d’ora le opportune verifiche da sottoporre all’avvocato che dovremo scegliere già adesso”.

Immagino che lei se lo aspettasse: cominciano ad urlare tutti assieme, quelli fanno dieci chilometri nel traffico perché devono restituire cinquanta centesimi di resto che hanno avuto in più e quelli che viaggiano sull’autobus senza pagare il biglietto. Sono sicura che sta ancora sorridendo imperturbabile.

E incredibilmente, dopo le urla, la sua proposta passa, e con una  maggioranza bulgara. Nonostante il gran baccano, i buoni pagatori si sono riconosciuti ed hanno votato a favore.

“Vedi, non è solo l’effetto sorpresa”, mi dice lei quando finalmente siamo a letto, io tra le sue braccia, ancora tremante per la tensione che ha moltiplicato il piacere delle sue carezze, “si tratta di toccare i tasti giusti: l’arroganza e la paura. Chi ha votato no, ha dichiarato di non voler pagare, e ce ne è stato uno solo. Magari devo suggerire a mio fratello di dare un’occhiata a quella casa”.

Non mi interessano gli affari di mio cognato, e in realtà neanche a lei: la bacio, e lei comincia ad accarezzarmi di nuovo. Sarà una lunga notte”.

Annunci