Profumi

di cristinadellamore

Stasera ho fatto prima io, a tornare a casa. Altra giornata di pioggia e freddo, tutto quello che non c’è stato l’autunno scorso. E allora alzo i termostati, e preparo tutto per lei.

Sento sbattere la porta dell’ascensore, e poi il tintinnio delle chiavi, lo scatto della serratura. E’ tutto pronto, ho indossato la vestaglia viola in tinta con i miei occhi, in cucina bolle lentamente nel pentolino con i manici di ottone lo spezzatino alla birra, la tavola è apparecchiata con i piatti di tutti i giorni ma con una tovaglia di Fiandra della bisnonna e l’atmosfera è resa più dolce dal profumo di lavanda del nuovo profumatore d’ambiente.

Sì, perché mi sono lasciata tentare, passando davanti ad un negozio che vendeva di tutto un po’, ed ho comprato questa macchinetta dall’aspetto essenziale che rilascia il gradevole aroma: ci ho messo un po’, lo confesso, a capire come funziona, ma adesso mi sembra perfetto.

Sono in poltrona, un libro in mano, e per una volta non le vado incontro. Voglio che sia lei a chinarsi su di me, a baciarmi ed a guardare con desiderio la curva del mio seno. E lei lo fa, quasi mi morde; e mi fa sentire il suo sapore ed il suo odore dopo una giornata, fumo, e sudore, e l’aroma fiorito, boisé, ciprato della fragranza che indossa da stamattina, e quello naturale della sua pelle.

Si stacca da me e sorride: “Volevi essere sicura che ti desiderassi, stasera? Mi piace”.

Io desidero lei, accidenti, in questo momento, vittima del mio stesso gentile inganno. Mi alzo in piedi e lascio cadere la vestaglia dalle spalle. Quando mi mostro così vuol dire che mi arrendo, come il lupo che offre la gola all’alfa.

“La cena è pronta? E allora prima mangiamo. Io non mi cambio, e anche tu resta così”.

Buon appetito.

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