Cuori

di cristinadellamore

Jeans e maglione, calzettoni pesanti a righe orizzontali e scarponcini; lei mi ha ordinato, o quasi, di vestirmi così per uscire stasera, e mi ha pregato di non truccarmi. Ha dato un’occhiata alle mie mani, le ha baciate e ha detto che lo smalto posso tenerlo, poi è sparita ed è ricomparsa pochi minuti dopo vestita allo stesso modo e con un grande sorriso negli occhi. Una gioia, le prendo la mano e mi lascio portare.

E’ stata una settimana orribile, lei fuori per due giorni che poi sono diventati tre, problemi in ufficio con i nuovi dirigenti, ho rotto anche un tacco al paio di scarpe che più mi piacciono per andarci in ufficio e macchiato la giacca del tailleur quando mi è praticamente esploso in mano un tarocco un po’ troppo maturo che stavo mangiando alla scrivania. Ma stasera va tutto bene.

Pensavo ad una serata in compagnia, e invece siamo sole, pub sconosciuto abbastanza vicino casa, molte coppie, poche tavolate. E sì che è sabato.

“Non devi guidare, prendi la birra grande, io mi accontenterò della più piccola”, mi incoraggia lei, e poi ordina anche per me wurstel e patate. Una montagna, e improvvisamente mi accorgo di aver fame.

Mangio voracemente, deve essere il nervosismo che si è accumulato negli ultimi giorni, forse anche il momento del mese, dovrebbe venirmi il ciclo domani o dopodomani, insomma ho una fame assurda. Lei mi incoraggia, blocca al volo il giovanissimo cameriere in maglietta nera e si fa portare altra senape, bagna appena le labbra nel piccolo boccale e mi sorride.

Tra un boccone e l’altro le racconto ancora di tutto, quello che ho passato in questi giorni, quando lei non c’era, una serata in pizzeria tanti anni fa con i compagni di scuola, che non c’entra niente ma fu la volta che bevvi troppa birra e tornai a casa mezza ubriaca dopo aver finalmente baciato quel ragazzo che mi piaceva.

“Ti pare una cosa da raccontare proprio stasera? Domani è San Valentino”. Lei fa il suo cipiglio con le labbra ma gli occhi sorridono, io lo avevo completamente dimenticato e faccio la vocetta da bambina per chiederle scusa.

Lei pesca nella borsetta e mi mette sotto il naso un pacchetto ben incartato: piccolo, le sta sul palmo della mano, un bel fiocco rosso sulla carta dorata. Vorrei sventrarlo, lo apro delicatamente, nella scatolina, lussuosa, con un marchio elegantemente inciso in caratteri d’oro, un anello con una pietra che luccica anche nelle luci basse del locale.

“Hai avuto quelli di famiglia, ma questo l’ho scelto io, ti prego, mettilo subito”. E nelle stesse luci anche i suoi occhi scuri brillano. Lo faccio, e faccio anche un’altra cosa: mi porto il boccale alle labbra, tiro fuori la lingua e lecco la schiuma. E’ una cosa che lei adora, ed io adoro farla felice.

“Quei calzettoni, quando torniamo a casa, non toglierli”. Certo, farò tutto quello che vuole, e anche di più. Auguri, a tutti gli innamorati.

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