Apparizioni

di cristinadellamore

Zoppicavo sui sanpietrini un po’ sconnessi del centro storico, trascinandomi dietro i miei consueti e pesantissimi attrezzi del mestiere. Morale sotto i tacchi a spillo: due ore di discussione e alla fine il cliente non si era convinto, non solo, aveva anche rifiutato di fissare un nuovo appuntamento.

Mezza mattinata persa, e mi aspettava un nuovo incontro per presentarmi al quale avevo solo dieci minuti. Non avevo fissato io gli appuntamenti ma il nuovo segretario che aveva sostituito l’ex stagista bionda, un tipo palestrato e tatuato, convinto di essere un dono di dio alle donne, ma che per il resto non mi era sembrato, ad una prima impressione e poi alla seconda, un’aquila.

Il problema era che i due clienti erano situati ad una distanza tale che non valeva la pena di prendere un tassì (di autobus manco a parlarne, non ne avevo visto passare neanche uno, ed era un quarto d’ora che scarpinavo) ma che a piedi sembrava infinita.

Un’occhiata all’enorme telefonino aziendale in modalità navigatore: tarato indubbiamente sul passo di Usain Bolt, dichiarava che ero ad un minuto dalla destinazione, e mancava ancora un chilometro. Per fortuna mi tengo in forma, e in cinque minuti ce la potevo fare.

Un altro vicoletto, e poi, dopo l’apparizione di Campo de’ Fiori, di nuovo una stradina umida e silenziosa: quasi arrivata. E sull’angolo, quasi davanti al portone verso il quale mi stavo dirigendo, quello che non mi aspettavo.

Appollaiata sul cavalletto, linee curve, aggressive e contemporaneamente eleganti, finiture cromate e vernice gialla, dimensioni contenute; ne avevo letto e visto qualche foto, la nuova interpretazione della motoleggera made in Italy, l’ideale poi per le strade sconnesse di Roma.

Ne avevo parlato con lei, di prendermi a mia volta una moto, anche solo uno scooter, per spostarmi nel nostro caos quotidiano; ne avevo avuto in cambio un indecifrabile sorriso, e sì che ormai conosco ogni sua espressione, ed un bacio. Ormai dimentica dell’appuntamento, ho fatto partire una ricerca e mi passa ogni entusiasmo: più di settemila euro, non me la posso permettere.

Durante l’incontro cui mi sono presentata puntualissima ma proprio per un pelo, ho avuto sempre davanti agli occhi quella moto, vicina e contemporaneamente inavvicinabile. Alla fine, firmato il contratto, non ho provato la consueta soddisfazione.

Il cliente, un commercialista sulla trentina, mi ha accompagnata addirittura fino in strada e ha certamente colto l’occhiata rivolta a quella scultura futurista. E’ sua, accidenti, e ci si trova benissimo. Certo che mi ci farebbe fare un giro, ma tacchi a spillo e gonna stretta non sono proprio l’ideale.

Peccato.

PS. La moto è questa, per chi fosse curioso.

Ducati Scrambler Classic

 

Annunci