Divertimenti – Terza parte

di cristinadellamore

(Qui la seconda parte, qui la prima, caso mai ve le foste perse)

Alla fine delle presentazioni mi rendo conto che tutti gli altri invitati possono essere suddivisi, grossolanamente ma con un ottimo grado di approssimazione, in due gruppi.

Da una parte ci sono i trentenni, fino ai quarantenni: lei ne conosce parecchi, per la maggior parte sono suoi colleghi, uomini e donne, per la maggior parte accoppiati in maniera abbastanza equilibrata; c’è qualche eccezione, ovviamente, il biondo e scialbo dentista con la prorompente e simpaticissima cubana color caffellatte, per esempio, ma in genere, almeno da quello che ho capito, mentre ascoltavo, sorridevo e tenevo in mano un bicchiere di spumante che non avevo il coraggio di assaggiare, pressoché in ogni coppia lavorano in due ed hanno un figlio solo, stasera affidato a baby sitter o nonni volonterosi. Le donne sono eleganti ma senza esagerare, belle ma senza esagerare e mediamente amichevoli, per quanto si può vedere da una stretta di mano e due parole di saluto, gli uomini si tengono in forma e sembrano in grado di parlare di sport, musica e cinema senza bisogno di fingere di divertirsi.

Poi c’è il gruppo dei cinquantenni, e qui le cose si complicano. Per prima cosa l’età è un’opinione, c’è qualcuno che ha certamente più di sessant’anni, redditi molto ma molto anni, in alcuni casi soldi vecchi, di due o tre generazioni, e lei non li conosce tutti ma quanto basta, se ho capito bene si tratta in massima parte di clienti del vecchio studio, prima che ci conoscessimo, quando lei si occupava di diritto commerciale e navigava tra fusioni, acquisizioni e cose del genere, per tacere di complicati scudi fiscali sotto forma di trust in Paesi improbabili. Tutti uomini, e tutti accompagnati da donne molto belle e molto più giovani di loro, che ci hanno guardate per tutto il tempo come cani cui volessimo sottrarre un succosissimo osso. Unica eccezione, una signora ben oltre la cinquantina, gran testa di riccioli neri, gran seno, grandi aiuti chirurgici, sottobraccio ad un morettone che avrà avuto la mia età e che non sembrava felicissimo di essere lì. Gli uomini (e la ricciolona sintetica) parlano di soldi e di affari in genere, anche stasera, le donne di palestra e di moda, e in genere sono cataloghi viventi delle grandi firme e capisco come mai lei mi ha fatto rinunciare alle louboutin: qui ce ne sono tante che senza mi si nota di più. Mi accorgo anche queste donne, che avranno un’età compresa tra la mia e quella di lei, esibiscono nonostante gli abiti lunghi una enorme quantità di pelle: spacchi e scollature abbondano.

“Posa quel bicchiere, amore, ormai sarà caldo”.

Neanche il tempo di farlo e compare un cameriere che mi porge un vassoio. Lei prende per me un piccolo calice e mi incoraggia a vuotarlo. E’ ghiacciato in bocca, fortissimo, e diventa rovente nello stomaco.

“Sei stata bravissima, adesso andiamo a divertirci”.

E mi rendo conto, mentre la testa comincia piacevolmente a girarmi, che non era una prova per me ma per lei. Voglio dire, lei non ha mai nascosto il suo amore per me a nessuno, ma questo è, in qualche modo, il mio ingresso in società. Insomma, lei ha appena fatto coming out proprio adesso, in mia presenza, e per questo si merita un bacio. E poi vedremo come procederà la serata.

 

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