Le conseguenze del macellaio

di cristinadellamore

Lei mi ha lasciata sulla soglia del negozio con la lista della spesa ed un bacio e si è avviata verso la farmacia accanto. Fretta in questa mattina, e mettiamo il tempo a profitto.

La macelleria toscana dai grandi prezzi è ancora vuota di clienti ma non di merce e mi viene voglia di comprare più o meno tutto il ben di dio in mostra. Proprio per questo mi aggrappo al post-it giallo con le indicazioni: e’ più di un promemoria, e’ proprio una lista di ordini.

Mi serve come spesso accade il giovane romeno biondo che maneggia con inquietante disinvoltura coltellacci affilati: vabbè, è un macellaio, cosa mi aspetto? Mi mostra il taglio di manzo dal quale ricaverà le due bistecche senza osso, io faccio segno che va bene e accanto a me sento un altro cliente che chiede qualcosa di quasi incomprensibile.

In realtà ci ho messo un istante di troppo ma poi ho capito: ha chiesto se qualcuno parla inglese. Al diniego del figlio del padrone non mi trattengo; lei mi ha imposto due pagine di lettura e mezz’ora di film in originale con sottotitoli in inglese ogni sera (ho scelto Games of Thrones e ne sono affascinata), io ci provo.

Questo signore, correttamente vestito da sabato mattina, e’ nero profondo, i capelli tagliati cortissimi appena imbiancati alle tempie e mi guarda dall’alto in basso nonostante io abbia indossato i miei adorati stiletti. Parla a bassa voce ma è molto comprensibile, forse neanche per lui l’inglese è madrelingua.

Insomma, vuole un filetto, a questo ci arrivo, e riesco a chiedergli se lo vuole di manzo, e poi se lo vuole intero o affettato. Intanto mi faccio legare la carne per il bollito.

Sono stata nominata traduttrice ufficiale. Mi faccio preparare le fettine di vitella per domani (c’è nostro nipote a pranzo) e mi sento chiedere se e’ carne argentina. Naturalmente no, siamo in casa di un signore di Cortona, questa e’ chianina, eccellenza italiana e lui sembra perplesso.

Mi mancano ancora gli arrosticini ma prima che possa chiederli sono nuovamente chiamata in servizio e stavolta è più difficile: si, ho capito bene, ma cosa sarà mai mince meat?

Un lampo, una pagina del ponderoso trattato sulla Seconda Guerra Mondiale che lei mi aveva suggerito di leggere; Operazione Mince Meat, ovvero carne tritata, un qualsiasi cadavere che si spiaggia sulle coste spagnole, la disinformazione che aprì la strada allo sbarco in Sicilia. Traduco per il giovane macellaio che procede e faccio anche in tempo ad indicare la cassa, nel farlo mi volto e vedo lei accanto alla cassiera dall’accento toscano, mi fissa con un sorriso soddisfatto e chissà da quanto tempo sta seguendo la mia fatica.

“Non avevi bisogno di aiuto, sei stata bravissima”. Adoro i suoi complimenti e sono fiera della sua approvazione, e’ un ottimo modo di cominciare la giornata.

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