Sangue, concime della terra (2)

di cristinadellamore

Storie di Elfi e di Uomini

L’attesa durò poco; di nuovo un lanciere si presentò a rapporto col fiato grosso, salutò e riferì il rapporto di Geon:
“Mia signora, il portone brucia molto lentamente e non si rilevano reazioni da parte del nemico. La compagnia resta le armi al piede in attesa di ordini”.
“Molto bene, lanciere. Il mio ordine è di stare pronti”. Belladonna si rivolse a Rebon e Tessa:
“Devo chiedervi qualcosa di pericoloso. Lasciate qui lancia e scudo: marcerete, piccoli come siete, tra le linee dei vostri camerati, senza scompaginarle, e sarete voi, protetti dagli scudi, a dar fuoco alla porta. Accendete e tornate indietro, avrò ancora bisogno di voi”.

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