Sistemazioni

di cristinadellamore

Bisogna proprio avere tanta voglia di venire a Roma e pochi soldi da spendere per scegliere questo posto tra i tanti che su Internet offrono letto e prima colazione.

E’ vero che siamo ad un passo dal Vaticano e a mezzo dalla metro, ma siamo anche in un seminterrato buio e umido: due stanzette cieche con letti alla francese (quelli matrimoniali certamente non ci stavano), un bagno con parecchia muffa sulle pareti e nel quale non mi laverei neanche le mani, un cucinino che fa anche da lobby.

La padrona di casa, contrariamente a quanto ci si potrebbe attendere, e’ una giovane signora bionda, elegante e snella che mi parla con un incongruo accento toscano; vuole un sito professionale per la sua attività, booking on line e tutto quello che possiamo offrirle senza farle spendere troppo, anche il profilo sui social network ed il media manager per gestirlo.

Mi fa vedere sul suo tablet le foto che ha scattato: magari non è in grado di fare la webmistress, ma photoshop sa usarlo benissimo, nelle stanze che appaiono sullo schermo si troverebbero a proprio agio il Re Sole o Caterina di tutte le Russie. Inghiotto un commento acido e tocca a me smanettare sull’enorme telefonino aziendale per mostrare quello che possiamo fare. Ho un problema, però: qui sotto non c’è campo dati e, sembra, non c’è neanche la rete wi-fi.

“No, naturalmente. I turisti stanno qui il meno possibile, hanno tanto da vedere”, risponde la padrona di casa alla mia precisa domanda. Bene, allora dobbiamo uscire, e mi accorgo che fuori, nonostante la giornata rigida, è meno freddo: grazie al vento di tramontana l’aria almeno è asciutta.

Grazie al 4G faccio scorrere le varie possibilità: come mai non sono sorpresa che la signora scelga quella che costa meno? Dovrei stare zitta ma sono una commerciale: mi lancio in una lunga spiegazione sui misteri della vendita e del successo sul mercato internazionale. Insomma, quando tornano la sera, stanchi, gli occhi pieni della grande bellezza, i turisti non possono rinunciare a condividere le foto che hanno scattato, magari abbracciati ad un ridicolo figurante vestito da centurione primum pilum (ma con il cimiero sbagliato), con sullo sfondo il Colosseo, il Tempio di Adriano o, assurdamente, la Fontana di Trevi.

Pochi scrupoli. La mia potenziale cliente dice che va bene, diciamo che c’è il wi-fi e la fibra, poi quando arrivano gli spiego che purtroppo c’è un guasto, tre giorni per ripararlo, tanto più di due giorni qui non ci restano.

Le invidio le quattro dita di pelo sullo stomaco e mi trovo alle prese con un dilemma etico. Sì, perché se chiudo la vendita il progetto va in utile, mi ci sono spesa tanto e ho soltanto altri due appuntamenti. E improvvisamente sento la voce di lei: “Se voglio dormire serena, devo essere onesta”, mi dice, e so che lo ripete spesso, come un mantra.

La vendita salta, ma sono onesta. E sono sicura che lei apprezzerà, stasera, quando glielo racconterò. E avrò il mio premio.

 

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