L’uovo senza gallina

di cristinadellamore

“Papà la comprò a mamma dopo aver letto un articolo su una rivista di cucina”.

Lei sta parlando della venerabile padella di ferro che ha diritto ad un ripiano speciale nell’armadietto della nostra piccola cucina, e che usiamo con parsimonia perché non può andare in lavatrice, va lavata solo con acqua bollente ed accuratamente asciugata con grande uso di carta paglia.

“La rivista non so che fine abbia fatto, ma la ricordo benissimo. C’era un’intervista a Paul Bocuse e una ricetta per cuocere un uovo”.

Lei sorride al ricordo, poi sorride a me e come sempre mi tremano le gambe: piacere anticipato ed assaporato, amore, desiderio, tenerezza, fiducia, tutto assieme.

“Insomma, una pagina di rivista per spiegare come fare un uovo al tegame, e tra le altre cose si diceva che bisognava usare una padella di ferro. E papà la comprò apposta, una di quelle cose che facevano impazzire mamma”.

Lei fa tante cose che fanno impazzire me, deve essere di famiglia. E come si faceva quest’uovo?

“in realtà non è importante. Si usava il burro invece dell’olio ma è normale, per un cuoco francese. Si aggiungeva, a crudo, una goccia di aceto sul piatto di portata, proprio per stemperare l’untuosità del condimento, e si serviva con triangolini di pane tostato, non ricordo più se pane a cassetta o fettine di baguette”.

Come complicare le cose semplici, insomma. Ma almeno era buono?

“Sai, credo che l’uovo non l’abbiano mai fatto. Mamma però cucinava benissimo, aveva imparato dalla nonna, e sicuramente ha usato tanto e bene questa padella”.

Mentre parlava, si è mossa con l’eleganza di una ballerina e l’ha tirata fuori. La tiene per il manico e la fa dondolare senza sforzo apparente. E’ un attimo, mi si secca la bocca e contemporaneamente mi sento zuppa fra le gambe, ho avuto una improvvisa visione.

“Sì, prima lo faccio a te, poi lo fai a me. Giù pantaloni e mutandine, e piegati sul tavolo. E ricordati di ringraziare”.

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