Sotto la pioggia

di cristinadellamore

Non fa freddo, ma è grigio e piove. Ottobre al suo peggio, insomma. Fatta la spesa, impacciate da buste ed ombrelli, ci siamo cambiate ed io ho cercato di leggere qualcosa. Oggi però non riesco a concentrarmi, l’odore della pioggia si mischia a quello della pelle di lei, che è in cucina ma che sento distintamente, e la mia mente divaga.

Come lampi, momenti passati assieme mi tornano in mente, con i colori forti di una fotografia artisticamente sbagliata; non solo la vista, ma anche tutti gli altri sensi sono chiamati in causa, quando rivivo la prima volta che abbiamo fatto sesso, e mi sono inginocchiata davanti a lei.

Già la amavo, ma ancora non lo sapevo, e lei già mi amava, e ancora non lo sapeva. Avevo affondato il capo tra le sue cosce, lei mi teneva per i capelli e mi guidava nella sua carne: sento nettissimo il suo sapore per me nuovo, il suo calore ardente, e infine la sua risata dal fondo della gola che adesso mi è così familiare e che annuncia il suo piacere.

E poi mi ritrovo nel presente con la sua mano gentile che mi accarezza la gola, attorno allo scollo della maglietta.

“Ho sentito che ti lamentavi e ti ho trovata che dormivi”, mi dice, “ma ti ho sentita vicinissima. Era un bel sogno, non è vero?”

Sì, era bello, ed il risveglio è ancora più bello, perché non era un sogno che lei è accanto a me.

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