Rosso

di cristinadellamore

E’ un dolcetto di Dogliani che macchia i bicchieri come sangue. Lei ha stappato la bottiglia appena arrivata a casa, prima ancora di togliere la giacca del tailleur pantalone (“Deve respirare a lungo”, ha detto), e mi ha guidata nella cottura delle spesse bistecche di manzo che ci concediamo in quei giorni.

Fa ancora caldo, stasera, quindi ampie magliette di cotone, ma io indosso anche le mutandine e l’assorbente interno che ho lasciato che lei mi infilasse con gentilezza; così corazzata posso tranquillamente accovacciarmi ai suoi piedi, appoggiare il capo sul suo ventre e lasciarmi carezzare la nuca.

Lei, sulla poltrona di pelle come in trono, regge il bicchiere mentre bevo un sorsetto alla volta. So che mi vuole, so che lei lo sa, e so anche che non farà un gesto per rispettare il mio tabù. Sento l’odore del mio sangue, anche se so che è impossibile, d una volta di più lo detesto, per un motivo in più.

Però mi sento bene, così, è questo il mio posto, curata e coccolata, il suo odore nelle narici, il suo calore tutto attorno a me.

Me lo farò bastare.

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