Tutto nuovo, tutto vecchio

di cristinadellamore

Un post di attualità è per me una cosa inedita. Ma il telegiornale, dopo una giornata assurda, ha appena raccontato delle dimissioni del sindaco di Roma, lei scuote la testa e sorride ironica, insomma mi sento di dire qualcosa, visto che a Roma ci vivo da quando sono nata.

Dunque, non mi sembra che Marino sarà un sindaco che verrà ricordato per la grande capacità amministrativa. In fondo, le buche sull’asfalto, i cumuli di immondizia, le strade con i lampioni spenti c’erano con Alemanno, e ci sono ancora.

Gli urtisti ed i camion-bar al Colosseo non ci sono più, ma c’è una bancarella di assurdità cinesi proprio sotto il colonnato del Pantheon, per tacere di due bancarelle dello stesso genere davanti alla Fontana di Trevi.

Autobus e metro funzionano quasi peggio di prima, e posso dirlo con cognizione di causa visto che li utilizzo ogni giorno, e comunque non meglio; abbiamo anche una metro nuova, che però non porta da nessuna parte: un capolavoro.

Insomma, probabilmente partiva con un grosso handicap, ma il chirurgo genovese non ha combinato poi questi sfracelli.

“Vedi”, mi ha detto lei, “Marino viene da un’altra realtà, voleva essere l’ultimo sindaco – ed il migliore – della rivoluzione arancione, dopo Pisapia a Milano, De Magistris a Napoli e Zedda a Cagliari, ma per prima cosa Roma è diversa, e poi è cambiato l’ambiente. Il ragazzotto toscano ha altre idee e adesso ci sarà da divertirsi”.

Però ci divertiremo anche stasera, lei sta stappando una bottiglia dall’etichetta complicata: Vintage Tunina di Jermann, c’è scritto.

“Sì, è quello che Marino ha pagato 55 euro, io l’ho trovata a meno, per fortuna”. Io vado a prendere i bicchieri delle grandi occasioni.

“Sai”, ha concluso versando gentilmente il vino, ed un magnifico profumo si spande per la cucina, “speriamo che si voti a maggio, così potremo andarcene a mare: vedi, non voglio essere costretta a scegliere tra Di Battista e la Meloni”.

Giusto, l’uno o l’altra, sempre di fascismo si tratta.

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