Emancipazione

di cristinadellamore

Tra uno sternuto e l’altro lei mi ha incoraggiata, questo sabato, ad andare al mare da sola. “Tanto”, ha concluso, “devi comunque stare alla larga per non prenderti il raffreddore, almeno prendi un po’ di sole”.

E allora sia, è la prima volta che parto da sola in moto, venti e più chilometri, ma va tutto bene, è la prima volta che mi spoglio da sola qui sulla spiaggia naturista ed improvvisamente mi vergogno, mi sembra di avere tutti gli occhi puntati addosso, è la prima volta che non posso farmi spalmare la crema sulla schiena, mi stendo rigida e prendo il libro che mi ha suggerito lei, provo a leggere e dopo due righe le lettere si confondono.

Allora prendo il telefono, miracolosamente oggi c’è campo per i dati forse perché c’è meno gente, la cerco sul social network e lei mi risponde, provo addirittura a lanciare la videochiamata ma la rete non ce la fa. Scambiamo qualche battuta ma ho dimenticato di caricarlo, la batteria va giù molto in fretta e devo chiudere; va un po’ meglio.

Mi guardo attorno dietro le lenti scure, attorno a me non c’è nessuno, ho scelto per il lettino un posto un po’ appartato, e provo a godermi il sole ed il venticello fresco. Quasi mi addormento, anzi senza quasi, mi risveglia il richiamo della simpatica coppia che spinge sulla battigia il carrozzino della grattachecca; lei in genere a questo punto afferra il portafogli, si alza e pochi minuti dopo mi mette sotto il naso un bicchierone di plastica traboccante di ghiaccio e sciroppo di menta, adesso dovrei fare da sola. Lo faccio, ho un po’ di sete, mi trovo gomito a gomito con un bruno palestrato ed una biondina piccola e magra, ci scambiamo un mezzo sorriso quando mi fanno segno di passare avanti.

Ricambio e faccio male, me li ritrovo accanto a godersi l’intruglio gelato. Hanno voglia di chiacchierare, io meno, comunque mi rendo conto che sono abbastanza simpatici, avranno la mia età, e dopo un po’ il mio nervosismo si scioglie come il ghiaccio dentro il bicchiere; insomma, parlare dei massimi sistemi nuda come un verme, assieme a due sconosciuti altrettanto nudi non mi mette più in imbarazzo. Questi due, poi, sono palesemente innamorati, si sfiorano, ogni tanto lei gli fa una carezza sulla spalla o sul fianco e lui ricambia; mi rendo conto che sono davvero così innamorati da non avere occhi che l’uno per l’altra, io invece sono e rimango curiosa, non posso fare a meno di studiare il capezzoli della ragazza e, con qualche maggior imbarazzo, l’uccello circonciso dell’uomo, in bella vista perché lui è più depilato di lei; e così il tempo passa e neanche me ne accorgo.

Uno squillo del telefonino che annuncia l’arrivo di un messaggio mi richiama alla realtà. Lei vuole sapere come sto, e mi accorgo che il tempo è trascorso molto in fretta. Altrettanto in fretta mi rivesto, saluto i miei nuovi amici e mi avvio quasi di corsa verso la moto. Magari la prossima volta li presenterò a lei, chissà se li troverà simpatici.

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