Taca banda!

di cristinadellamore

Da stamattina, quando ci siamo svegliate un po’ intirizzite (il tempo è cambiato, c’è il sole ma anche una brezza ghiacciata), sentiamo la musica. Non è un’impressione e neanche un sogno: c’è una banda in giro per i vicoletti, nel quadro della festa del santo patrono.

Incuranti, abbiamo passato la mattina nel capoluogo, una mezz’ora di strada, ed anche lì venticello fresco, molti negozi chiusi, poche vetrine interessanti: lei ha comprato il noir che esce ogni settimana con il quotidiano che ha deciso di non acquistare più e mi ha regalato un paio di orecchini che, ha detto, mi stanno benissimo con il nuovo taglio di capelli.

Tornate a casa, lei ha parcheggiato lontanissimo, e mi ha quasi trascinata a passo sostenuto, in salita, per vicoli e passaggi seminascosti, fino a casa. Siamo entrate e lei si è chiusa il portone alle spalle: non lo fa mai, fino a sera.

Siamo rimaste per un attimo nel piccolo ingresso, davanti alla ripida scala che porta finalmente a casa. E lei si è spogliata lì, in un lampo, e dalla borsetta ha estratto il nostro collare e me lo ha porto mentre si inginocchiava davanti a me.

E sia, mi sono detta, giochiamo, ma avrebbe potuto avvertirmi.

A sera, con la banda che suonava sotto le finestre e lei accovacciata ai miei piedi, avevo cambiato idea. Un bel gioco dipende anche dalla sorpresa.

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