Verso una vacanza

di cristinadellamore

In effetti un pensierino ce lo avevamo fatto: andiamo in vacanza con la moto, borsa sul serbatoio, sacche da sella, bauletto, e magari io porto uno zainetto. Avrei anche potuto darle il cambio alla guida, lungo i quattrocento chilometri che ci separano dalla casa di famiglia in Basilicata.

Però lei non ha saputo resistere: suo fratello le ha offerto, nuova di zecca, la nuova media tedesca, e siamo partite in macchina, sudate anche solo per caricare i pochi bagagli nonostante avessimo scelto un abbigliamento minino, canotte, gonnelline di tela e sandaletti.

Abbiamo viaggiato in un traffico convulso con temperature costantemente sopra i trenta gradi, appurando che il condizionatore, nonostante la conclamata efficienza teutonica, non riusciva ad abbassare la temperatura, sotto un solo impietoso che rendeva l’atmosfera lattiginosa e come densa.

Ci siamo fermata dopo poco più di un centinaio di chilometri, e ci abbiamo messo quasi due ore, per fare provvista di mozzarella di bufala, in un caseificio che promette, e mantiene, freschezza: le mozzarelle erano ancora calde, lei ha preso il caffè e siamo ripartite.

E finalmente le aspre montagne dentate che adesso senti anche un po’ mie, e peccato che il panorama della vallata, dal balcone sul quale ci sediamo a parlare e a baciarci, e sconciato dalle pale eoliche che sembra di poter toccare, tanto sono grandi e vicine.

“C’è l’acqua calda, ci stringiamo un po’ e nella vasca possiamo starci assieme. Che ne dici?”, mi ha chiesto lei dopo il tramonto che abbiamo contemplato tenendoci per mano.

Dico che va bene, chye domande.

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