Alfa e omega

di cristinadellamore

In vista dell’agosto, non è che il ritmo rallenta, anche se dovrebbe visto che è un mese che stiamo qui, nel caldo africano. Stasera pizza di saluto ad un gruppo eterogeneo di amici che, beati loro, vanno in ferie – per noi un’altra settimana di sofferenza sul lavoro e non solo.

La compagnia è ampia e non benissimo assortita: me ne accorgo perché in un angolo della tavolata c’è un tipo pelato, tatuato e abbronzato che ci guarda con odio e svuota con metodo boccali di birra; accanto a lui, grande e grosso, i muscoli che gonfiano la polo griffata, una ragazza della mia età, bionda e sottile, con l’espressione che varia tra l’innamorato ed il terrorizzato.

Lei smette per un attimo di chiacchierare con la rossa che ha di fronte e mi stringe la mano: ha capito che mi sento a disagio, sono amici suoi, non miei, se ho capito bene ex colleghi all’università, quando passava da una borsa di studio all’altra con una mezza speranza di vincere alla lotteria e conquistare una cattedra, sulle orme del nonno e del bisnonno.

Il tizio pelato, laggiù in fondo, è sempre più incazzato, magari perché ha visto le nostre mani sulla tovaglia, la biondina ha deciso ed ha una faccia spaventata. Qualche altro al nostro tavolo deve essersi accorto che c’è qualcosa che non va.

Lei non mi lascia la mano e dà un colpetto al boccale con la lama del coltello; un tintinnio che si ripercuote a lungo; improvvisamente silenzio e attenzione totale.

Lei mi tiene sempre per mano, non smette di sorridere, parla a voce bassa. Dice, più o meno, che fa gli auguri a Tizio per il nuovo contratto, a Caio per la supplenza in quell’Università a casa del diavolo (risatine soffocate) ed a Sempronio per la futura famiglia. Sempronio è il palestrato incazzato, che improvvisamente si smonta, abbraccia la biondina come se volesse spezzarla in due e dice qualcosa come: “Grazie, auguri anche a te”.

E poi, in un borbottio indistinto, ancora una frase.

Sì, ho capito bene, ha chiesto scusa. Ma di cosa?

Una pizza e qualche birra dopo, lei si è accovacciata ai miei piedi e mi ha chiesto scusa a sua volta dopo avermi spiegato che no, non era omofobia, quel Sempronio lì, raffinatissimo studioso dei giuristi medievali, le era stato appresso per sei mesi e lei stava per cedere, ma ci aveva ripensato quando aveva parlato con la sua ultima ragazza ed aveva saputo che lui, dopo, si inginocchiava e pregava per chiedere perdono per il suo peccato.

Giusto, una cosa del genere è terribilmente antierotica. Lei si mette in ginocchio e mi dimostra ancora una volta che chi vuole pregare è meglio che vada in chiesa.

Annunci