Cambiamenti

di cristinadellamore

Lei ha fissato l’appuntamento. Certo, io avrei preferito passare prima da casa e cambiarmi, ma ho obbedito disciplinatamente e mi sono presentata all’ora fissata dal parrucchiere, con indosso l’abituccio ormai stazzonato e zuppo di sudore indossato al mattino.

Lei è già lì, con un sorriso e un abito di maglina che la fascia dal collo alle caviglie, che le ho già visto e che ho già apprezzato. E che sembra apprezzare anche il titolare, bruno, abbronzato e palestrato. E no, prima che me lo chiediate, non è gay, assolutamente, me lo ha confermato da ultimo la ragazza con i capelli rossi che prende in carico me e che, dice, sporadicamente passa la notte con lui.

Lei, prima di affidarsi al titolare, mi ha detto: “Fa caldo, io accorcio. Tu magari stupiscimi”. Bene, lo farò, nonostante il parere contrario della ragazza che ha sempre ammirato i miei lunghi capelli neri.

Mi accomodo sulla poltrona, mi godo l’aria condizionata e smanetto sul telefonino. Ci siamo, ecco cosa voglio, un caschetto nero ben sagomato. La ragazza mi guarda, socchiude gli occhi e poi sorride: ottima idea, mi dice, ci vorrà un po’ ma sarà un capolavoro, parola.

Cerca anche di distrarmi mentre taglia, scolpisce e pareggia: mi racconta di fidanzati che durano lo spazio di un mattino, di quanto sia divertente la domenica sera per locali, delle preferenze del titolare che adesso è di là a prendersi cura di lei. Già, mi chiede di lei, sa benissimo cosa siamo l’una per l’altra e no, grazie, si è già proposta per farci compagnia una di queste sere ma ho declinato, io lei non la condivido. So che lo ha chiesto anche a lei ed ha ricevuto la stessa risposta; se vuole una donna, se la cerchi, è abbastanza carina per trovarla subito, anzi potremmo portarla al Gay Village, magari ci pensiamo sopra.

Finito, proprio come volevo, senza pensarci le stampo due bacioni sulle guance e la vedo diventare viola – ha la pelle delle rosse naturali ed è un bello spettacolo.

Ma non c’è paragone col sorriso con quale lei mi saluta quando mi vede arrivare. Mi abbraccia e mi sussurra: “Stasera ti chiamerò Valentina”.

Valentina

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