Preveggenza

di cristinadellamore

Da gennaio a casa nostra non entra più un goccio di birra. Soprattutto, non entra la birra artigianale che lei mi aveva insegnato ad apprezzare, ricca, profumata e pastosa come e meglio di qualche vino.

Però ieri sera lei è rientrata di corsa, ha afferrato due grosse buste di tela e mi ha chiesto di accompagnarla al super. Il tempo di infilare una minigonna di jeans ed i sandali per accompagnare la maglietta di cotone già abbastanza sudata che avevo indossato dopo la doccia e siamo uscite nel caldo soffocante del tardo pomeriggio; c’è da dire che casa nostra (che poi sarebbe sua e di suo fratello, ma l’ultima volta che l’ho detto lei mi ha tenuto il broncio per due giorni, quindi lasciamo perdere) è su una strada orientata da est a ovest, sul lato esposto a sud. Le pareti esterne del palazzo assorbono tutto il sole possibile ed immaginabile e restituiscono il calore accumulato.

Insomma, non si respirava, e lei aveva puntato sul supermercato più lontano, c’era un tratto in salita e completamente allo scoperto, e chi lo sa se magari l’asfalto mi inghiottisce i tacchi e si rovinano i sandaletti, che non sono nuovissimi ma ci tengo per quanto mi piacciono. Cioè, avrei voluto protestare, ma ho inghiottito saliva e parole. Io era a casa da due ore, avevo avuto il tempo di lavarmi, cambiarmi e godermi l’aria condizionata in camera da letto, lei era appena arrivata dopo essersi sciroppata una decina di chilometri in moto, ad inghiottire sotto il casco reso bollente gli sbuffi roventi dei condizionatori delle auto ferme ai semafori.

Se ce la fa lei ce la faccio anche io, quindi zitta, ho tenuto il passo e resistito alla tentazione di prenderla sottobraccio.

Il supermercato era semivuoto e deliziosamente fresco; lei si è diretta proprio allo scaffale delle birre ed ha cominciato a riempire il ridicolo carrello di plastica rosse di confezioni da tre. Si è interrotta per chiedermi se secondo me ci stavano, nelle buste, e se ce l’avremmo fatta a portare tutto a casa. Ho fatto cenno di sì, siamo passate alla cassa  e, cariche come somari, siamo tornate a casa.

“E’ birra al limone, poco più che acqua minerale”, mi ha spiegato lei mentre riempivamo il frigorifero. “Aspetta che si raffreddi e vedrai”.

E sì, comunque vada, le bottigliette vuote possono avere tanti usi.

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