Protezione

di cristinadellamore

Lei ha la pelle chiara, nonostante i capelli e gli occhi castani; abbiamo ricominciato ad andare a mare ed ha bisogno della protezione 30, e di una buona crema idratante doposole.

Non è che ne faccia a meno, ma ho i capelli neri e l’incarnato scuro, un paio di occhiali da sole a proteggere gli occhi chiari e posso resistere meglio. Insomma, abbiamo già consumato un flacone di crema solare ed uno di idratante all’aloe. E se il secondo è veramente ottimo, lei è rimasta un po’ delusa dal primo, che in effetti era un po’ troppo denso, si spalmava con difficoltà e aveva anche un cattivo odore.

Ci penso io, ho detto, ed ho sacrificato la pausa pranzo per visitare la grande profumeria a due passi dal mio ufficio. Fino all’anno scorso inalberava l’insegna di una nota catena, poi è rimasta chiusa a lungo, perdendosi anche le vendite di natale, ed ha riaperto sotto una nuova insegna, sempre una catena ma diversa, forse emergente.

Il personale è cambiato per metà, è cambiato anche l’assortimento, è rimasta la sensazione di spazio e di tranquillità, e sì che devono pagare parecchio di affitto e magari potrebbero sfruttare meglio i locali ed aumentare le dimensioni degli scaffali.

Entro e mi crogiolo nell’aria condizionata, sollievo alla cappa di umidità all’esterno, prima di puntare gli scaffali dei solari. Mi rendo conto di non ricordarmi la marca della crema che non vogliamo più utilizzare: contavo di regolarmi sul colore della confezione, ma deve essere una moda o chissà cosa, più della metà delle creme protettive utilizza lo stesso colore.

Devo esprimere perplessità e preoccupazione; mi si avvicina una commessa. Capelli crespi, pelle color caffè, non sembra essere il tipo che ha bisogno di questi prodotti. Ha un sorriso affascinante, bianchissimo, e mi chiede se può aiutarmi. Spiegazione, lei annuisce e prende in pugno la situazione, e mi spiega che le creme ormai, soprattutto quelle con il fattore di protezione di cui stiamo parlando, sono diventate molto dense: proteggono ma hanno degli inconvenienti. Però, aggiunge, non dovrei aver bisogno di un filtro così forte.

Che faccio, glielo spiego? Ma sì. E non fa una piega quando sente che la protezione 30 è per lei, forse perché il cliente ha sempre ragione, forse perché davvero non le importa, chi lo sa. Mi merito una lunga spiegazione sulle caratteristiche chimiche e fisiche di questi prodotti, un aneddoto sulle scottature che il suo uomo, un italiano, rimedia quando vanno a Cuba – è cubana, quindi – e infine il suggerimento di provare uno spray, più leggero ma ugualmente protettivo.

Una cosa del genere si paga, costa il doppio di una crema solare, ma facciamo la prova, perché no. Voglio anche la crema idratante, uguale a quella che abbiamo già usato, ed anche questa è carissima, non ne avevo idea perché l’altra volta la aveva comprata lei.

Bene, ci siamo, il pos sfrigola ed emette lo scontrino, e la commessa mi sorride di nuovo prima di infilare nella busta una manciata di campioncini. Sono profumi molto estivi, dice, sono sicura che vi piaceranno. Non mi sta dando del voi, si riferisce a noi due.

Ebbene, c’è una sola risposta possibile: li metteremo stasera, dico, e vedremo l’effetto che faranno.

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