Investimenti

di cristinadellamore

Sto mangiando la terza ed ultima albicocca del mio spuntino alla scrivania e pregustando il caffè bollente ed amaro che andrò a prendere giù al bar, quello col banconista alto, biondo e palestrato che ogni volta mi fissa con gli occhi azzurri come se stesse per chiedermi il numero di telefono. E a proposito di telefoni, il mio decide di mettersi a squillare proprio mentre sputo compitamente il nocciolo nel fazzolettino di carta – e il tutto andrà nell’umido.

Il numero non mi dice niente, la voce – una gentile voce femminile dall’accento che non individuo – ancora meno: mi chiamano dalla banca su cui mi viene accreditato ogni mese lo stipendio, in cui ho messo piede solo una volta per depositare una firma e farmi consegnare bancomat e carta di credito, non è che ho combinato qualche pasticcio e magari sono andata in rosso?

No, per fortuna, anzi; da quello che mi dice la gentilissima bancaria sono stata frugale e risparmiatrice, e sarebbe una buona idea se cominciassi a fare qualche investimento, e se magari posso passarla a trovare.

Un’occhiata all’angolo del computer: in meno di dieci minuti posso essere lì, e rientrare poi in ufficio senza sacrificare l’orario di lavoro.

Una volta entrata in banca, mi guardo attorno un po’ perplessa. Dove è il bancone con le casse, dove sono le disordinate file di clienti? Sembra un negozio di abbigliamento, anzi il flagship store di qualche marchio dell’altissima moda, con divani negli angoli e salottini in fondo, che però non potrebbero essere usati per le prove perché sono delimitati da divisori in vetro appena opaco.

Mi trovo davanti ad una elegantissima signora un po’ più grande di me. Mi stringe la mano, mi fa accomodare su uno dei divani e si siede accanto a me dopo avermi chiesto il permesso. Poi sfodera un tablet sul quale mi mostra il saldo del conto. In effetti non pensavo fosse così alto, io non tengo in borsetta più di una trentina di euro e faccio tutto con le carte, non ho nemmeno ritirato il libretto degli assegni, ora che ci penso, e per le spese più grosse tipo condominio e riscaldamento faccio, quando è il mio turno, i bonifici direttamente da casa.

Insomma, cosa mi suggerisce di fare di questi quattro soldi? Mi spiega che sta per partire un nuovo fondo di investimento con discrete prospettive di crescita, si dilunga nell’illustrarmi le strategie previste e gli obbiettivi da raggiungere. Ci capisco poco, l’unica cosa che afferro è che si tratta di un investimento a lungo termine.

D’accordo, non sono una esperta, ma leggo i giornali: cosa mi dice delle turbolenze della zona euro? Proprio ieri ne parlavamo a casa, e lei mi ha detto che ha venduto tutto quello che aveva ed era denominato in euro, e si è spostata sul dollaro, sulla sterlina e sul franco svizzero. Lei però ha parecchi soldi da parte, non come me. E’ con lei che vorrei parlarne, con questa signora che vedo per la prima volta e della quale non so se fidarmi.

E va bene, facciamolo. Un primo versamento per la metà del saldo del conto, poi una quota mensile con un orizzonte di tre anni. La cosa più lunga è firmare il malloppo di carte che mi viene messo davanti, fogli e fogli che mi guardo bene dal leggere; sono sicura che lei, stasera, mi rimprovererà per questo, e poi ne rideremo, dopo che mi sarò scusata come so fare. Mi scappa addirittura un sorriso mentre piazzo l’ultimo svolazzo, e la signora mi chiede a cosa sto pensando.

Cioè, mi era venuto in mente che è tantissimo tempo che non mi inginocchio davanti a lei per leccarle i nuovi sandali estivi, ma non è il caso di spiegarglielo, non vi sembra?

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