Ci vuole il fisico

di cristinadellamore

Lei mi trascina gentilmente in un negozio affollato da preadolescenti anoressiche, le uniche che, ad occhio, possono infilarsi i vestiti esposti.

Profumi un po’ pesanti, vocette acute, corpi levigati da guardare e non toccare sotto pena di procedimento penale – se ce n’è una che ha più di quindici anni si mimetizza benissimo con le altre quattordicenni.

Io mi sento vecchia e grassa: perché mi ha portata qui?

“Prova questo”. Lei mi porge uno straccetto coloratissimo e, soprattutto, mi sorride, e quando sorride io mi arrendo, semplicemente. Mi faccio strada tra le ragazzine, conquisto un bugigattolo in cui sto a mala pena, mi spoglio con fatica e incredibilmente il vestitino senza maniche, corpetto aderente, gonna corta e svasata, mi sta benissimo. Anche i colori, il giallo, l’azzurro, il rosa che si mischiano e confondono, illuminano la mia pelle pelle olivastra e mediterranea.

“Stai benissimo, amore”. Lei si è affacciata oltre la tenda un po’ polverosa e mi soppesa con lo sguardo,quello sguardo che ogni volta mi fa venire voglia di inginocchiarmi davanti a lei ed adorarla. Anche stavolta mi fa lo stesso effetto, e ci metto un po’ a rendermi conto che ha in mano qualcosa che ha scelto a sua volta. Sotto i suoi occhi, e quanto mi piace farlo, esco dal vestitino e infilo in fretta jeans e camicetta: mi merito una veloce carezza sul seno, promessa per la serata, mentre le passo davanti per lasciarle il posto.

Mi fermo davanti al camerino, inconsciamente assumo la posizione di una guardia del corpo e dall’alto dei miei stiletti da dodici centimetri mi guardo attorno con aria minacciosa; il chiacchiericcio delle ragazzine scende di un’ottava, poi tace come se qualcuno avesse girato un interruttore. Lei è uscita dal camerino, mi accarezza il collo, e indossa una canottiera bianca e piccoli shorts di tela jeans. A piedi nudi, i capelli scuri raccolti in una piccola coda, è l’immagine della bellezza e della gioventù.

Mi guarda e fa segno che sì, ha capito: in un attimo sparisce dietro la tenda, perché così deve mostrarsi solo per me, e tutte, nel negozio, riprendono fiato. Guardano me, adesso, ed io sorrido a mia volta. Sì, è mia, e voi non potete farci niente.

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