La nuova stagione

di cristinadellamore

“Andiamo al mare”.

E’ il cortese ordine, come solo lei sa dare, ed io mi metto metaforicamente sull’attenti. Jeans e maglietta, scarpe da ginnastica e nient’altro; lei fa un cenno di apprezzamento nel notare che non ho indossato biancheria, e quando si china per piegare un asciugamano mi rendo conto che anche lei ha avuto la stessa idea: siamo quasi in uniforme.

Caldo, oggi, la giacca di pelle sarà una tortura, penso mentre mi dirigo verso l’armadio.

“Per l’estate useremo queste”, dice lei; ci sono due giacche nuove, coloratissime, appese nella sua metà del guardaroba, non le avevo mai vista, ma come sempre ha pensato a tutto. Ne infilo una, mi va a pennello, è leggerissima e mi accorgo che il tessuto tecnico è traforato, in corsa il vento ci rinfrescherà, ma ci sono tutte le protezioni sulla schiena, le spalle, i gomiti e gli avambracci. Nello specchio, noto che per qualche miracolo riesce anche a sottolineare il mio petto, basta che la abbottoni fino in cima.

Faccio per prendere lo zaino ma lei mi ferma con un gesto: “Guidi tu”, dice.

Non c’è traffico, per fortuna, e non fa poi tanto caldo. Con le sue mani sui fianchi arriverei in capo al mondo, ma è solo una corsa di venti minuti, rispettando più o meno i limiti di velocità. Più o meno: mi sento un po’ euforica, azzardo un paio di pieghe forse eccessive una volta imboccata la tortuosa regionale; lei asseconda il movimento, è bello sentire che si fida di me. E d’altronde ho imparato da lei, guido come mi è stato insegnato dalla persona che amo e cui ho affidato la mia vita.

Siamo arrivate. C’è un vento gelido ed il sole, pure forte, non ce la fa a riscaldarci. Lei si scusa, la crema solare è scaduta, si augura protegga abbastanza ma a me non importa, siamo qui, una accanto all’altra, col vento e col sole sui nostri corpi, poca gente e poche ragioni per essere gelosa. Anzi nessuna: mi sdraio a pancia sotto e lei mi passa la crema sul sedere, mi muovo un po’ e lei, senza parere, mi infila un dito dentro. Non l’ha mai fatto, è bellissimo; giro appena la testa e la vedo che sorride e muove le labbra senza parole: “Fallo tu a me”, mi sta dicendo, ed eseguo volentieri.

Lei si morde le labbra, vedo i suoi denti bianchi che affondano nella carne tenera che adoro baciare.

“Grazie”, mi dice finalmente.

Posso restare qui fino alla fine del mondo.

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