La vendita

di cristinadellamore

Questa cosa mi aveva spiazzata. Mi avevano fatto aspettare i consueti cinque minuti necessari per sottolineare che io, lì, ero un’ospite, quasi una supplice, poi però la porta dell’ufficio si era aperta e ne era uscita una donna che mi è venuta incontro con un sorriso.

Elegantissima e sexy, tailleur vinaccia con la gonna appena sopra il ginocchio, alti stivali dello stesso colore, ed intonati erano anche il trucco e la tinta dei capelli, un castano appena più scuro ed educato.

In effetti, sul biglietto da visita c’era scritto che si chiamava Andrea, che è un nome da uomo in italiano, ma in altre lingue può essere anche femminile.

Insomma, la sorpresa c’era stata ed è continuata. Capiamoci, non sono una civetta ma una ben calibrata esposizione di pelle e curve aiuta nella trattativa commerciale. Ed ecco che questa Andrea, elegantissima, raffinata, bella e matura, ad occhio sulla quarantina, usava contro di me le mie stesse armi, visto che la giacca era indossata direttamente sulla pelle e, ad occhio, senza reggiseno.

Io però non partivo automaticamente svantaggiata: apprezzo come chiunque altro un bel corpo, ma appartengo a lei, che è la donna più bella del mondo (e lei appartiene a me, quindi siamo pari). Nulla quindi può strapparmi di più di un cortese apprezzamento.

Mezz’ora di discussione per trovarci al punto di partenza, divise da diecimila euro che sui centomila dei tre anni di contratto non sono pochi. Cominciava anche a farmi male la schiena, a furia di stare china in avanti per meglio esporre le tette, e immaginavo che anche la mia interlocutrice si trovasse nel medesimo imbarazzo.

Andrea mi guardò dritto negli occhi invece che nella scollatura e si lasciò sfuggire una franca risata raddrizzandosi più comodamente sulla poltrona dirigenziale. Per simpatia risi anch’io prima di imitarla, appoggiandomi alla spalliera della poltroncina; con lo stesso movimento accavallai ancora più in alto le gambe e scoprii le cosce fin quasi all’inguine ma giuro, non lo feci apposta.

Però fu la mossa vincente, chiudemmo con un piccolo sconto di mille euro.

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