A domicilio

di cristinadellamore

Nella cassetta delle lettere abbiamo trovato un volantino che promette pizza a domicilio a prezzi stracciati: nonostante il venerdì sera, nonostante il bel tempo, non abbiamo nessuna voglia di uscire; abbiamo anche declinato l’invito di una coppia di amici per una serata a teatro, insomma abbiamo solo voglia di restarcene a casa e farci compagnia.

Visto che non abbiamo nessuna voglia di cucinare, perché non provare a telefonare a quel numero e fare un esperimento? Lei ci pensa un po’ su, poi dice che si può provare, in casa c’è una buona bottiglia di vino di Gragnano che va bene sulla pizza invece del consueto abbinamento con la birra, facciamolo, sono anche qui vicino, probabilmente arriverà abbastanza calda.

Prende il telefono, discute per qualche minuto, poi riattacca soddisfatta.

“Un quarto d’ora, hanno detto, io stappo il vino, ho ordinato anche una frittura mista”, riferisce.

Oltre a stappare il vino, in quindici minuti si possono fare un sacco di cose. Quando il citofono ci richiama all’ordine siamo piacevolmente impegnate: io sono rimasta con la maglietta misura XXL che è ormai piuttosto stazzonata, lei ha ancora i jeans strategicamente sbottonati.

Senza pensarci su lei preme il bottone che apre il cancello e fornisce le indicazioni del caso. Io rido sotto i baffi: il ragazzo che porta la pizza e consola la signora che cena malinconicamente da sola mentre la pizza si raffredda (ma tanto quella americana è una porcheria immangiabile anche calda, mi dice lei) è un τόπος del porno, stavolta il fattorino rischia di avere una bella sorpresa.

E sì, lei apre la porta così come si trova, paga, ringrazia e saluta. Io sono alle sue spalle, e la sorpresa è tutta mia: il fattorino è una fattorina, una brunetta giovane e carina con una lunga coda di cavallo, che sorride, accetta la mancia e ci augura buon appetito.

La pizza era buona, poi, anche fredda.

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