Mezza stagione

di cristinadellamore

L’improvviso scoppio della primavera ha causato un certo disorientamento, me ne accorgo ogni giorno di più. Non tanto al mattino presto, ma quando esco per prendere un caffè a metà giornata, mi sembra di vivere in due dimensioni spazio-temporali distinte ma improvvisamente confuse; e sì, perché gomito a gomito, attendono il verde al semaforo o si contendono un caffè al bancone del bar braccia nude e cappotti, giacconi rigonfi di piuma d’oca e spolverini.

Oggi la mia attenzione è stata però attirata dalla parziale scomparsa delle calze. Mi sono accorta che potevo dividere l’universo femminile – almeno quello che indossa una gonna – in due parti di dimensioni più o meno equivalenti, ovvero una metà ancora con calze coprenti, per lo più scure, una metà orgogliosamente a gambe nude.

Orgogliosamente e coraggiosamente. Perché non solo mattina presto e pomeriggio tardi l’aria non è proprio tiepida a causa di un ponentino di tutto rispetto, ma le gambe sono pallide, tranne in rari casa di uso compulsivo di lettino abbronzante, e costellate di puntini rossi, segnale di una depilazione effettuata in fretta e furia magari ieri sera o proprio stamattina.

Mi ha colpita soprattutto una trentenne – o forse aveva alcuni anni di più, contro i quali combatteva con tutte le sue forze – in tubino nero senza maniche e decolté. Tutto nero, a sottolineare l’incarnato cereo delle cosce. Ma che volete, le gambe delle donne sono sempre bellissime.

No, come mi sono vestita io oggi non ve lo dico, provate a indovinare.

Annunci