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di cristinadellamore

E’ un gioco che ci piace fare, quando siamo al ristorante, o in un negozio; ci inventiamo le storie delle persone che incontriamo. Stasera al ristorante c’è il pienone, anche se si fa presto, non c’è posto per più di quaranta persone, ed è meglio così, servizio curato e personalizzato.

Due tavoli più in là, uno strano terzetto attira la nostra attenzione: un uomo sulla quarantina, correttamente in giacca e cravatta, e due giovani cinesi, un ragazzo bruttino, tutto orecchie a sventola e denti sporgenti, ed una ragazza molto carina, con i lunghi capelli lisci, una bocca da baciare ed un bel seno messo in evidenza da un maglioncino attillato. Cosa ha portato quei tre allo stesso tavolo, a mangiare con evidente entusiasmo gli antipasti di pesce crudo e cotto che il direttore di sala porta loro senza soluzione di continuità?

“La ragazza è in vendita ed il ragazzo è lì per incassare il prezzo”, suggerisce lei, un po’ pessimista.

Non mi convince, il tempo delle professioniste è prezioso, e quei due, soprattutto il ragazzo, non sembrano avere fretta. Perché dovrebbe essere una transazione commerciale? Magari, ribatto, sono fratello e sorella che escono con un amico di famiglia.

La cosa suona falsa anche a me, lei mi accarezza il dorso della mano e improvvisamente mi viene voglia di baciarla, attraverso il tavolo e sopra il tortino di spigola che fuma nel piatto e dice mangiami mangiami.

“Allora, in realtà il ragazzo è l’amante dell’uomo, e stasera vogliono fare una cosa a tre”, propone lei, e increspa le labbra come per mandarmi un bacio prima di dedicarsi al filetto di tonno con cipolla rossa brasata in agrodolce.

Mando giù un boccone e studio meglio il trio: in effetti si stanno dedicando con entusiasmo alle ostriche. Sarà vero che sono afrodisiache?

“Non lo so, a me piacciono, anche se si contraggono quando ci spremi il limone e sembrano davvero fichette ritrose. E comunque adesso gli uomini si aiutano molto di più con la chimica”.

Ci facciamo portare il mirto gelato e gli amaretti, ed i nostri tre vicini di tavolo si alzano e se ne vanno, hanno mangiato solo gli antipasti e bevuto poco, un bicchiere a testa. I due ragazzi si tengono per mano, l’uomo li segue: chissà, magari sono semplicemente in affido.

“Il bello sta nel non sapere mai la verità. Tu hai proprio voglia di mangiarli, questi biscotti?”, mi chiede lei.

La risposta è no, voglio baciarla e spogliarla e farle l’amore, come sempre.

“Spero che vorrai farlo anche quando sarò invecchiata, rugosa e con i capelli bianchi”. Quasi quasi non vedo l’ora che giunga quel momento, per dimostrarle che il mio amore per lei non h paura del tempo che passa.

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