Domenica

di cristinadellamore

Non ci siamo lasciate fermare dalla pioggia. Stivaletti alla caviglia per me, stivali alti per lei, spolverino chiaro per me, trench blu di taglio maschile per lei, e ci ripariamo sotto un elegante ombrello con la cupola in seta nera e puntale e manico di legno che lei regge saldamente ed io ho voglia di baciare le sue dita; ci teniamo sottobraccio ed io immagino di sbottonarle l’impermeabile e di trovarla nuda, deve essere per questo che ho un sorriso sulle labbra e lei mi dice che mi merito un bacio.

E me lo dà, e restiamo lì impalate dentro una pozzanghera, e quasi mi cade il borsone che mi sto trascinando appeso alla spalla. Siamo andando in palestra, e dopo andremo a mangiare qualcosa di ottimo e particolarmente scorretto, carne rossa alla brace, poco cotta, accompagnata da una buona bottiglia.

Lei interrompe il bacio e cerca di assumere un’espressione severa. Non ci riesce, le viene da ridere ed è così bella qui, con i capelli legati in una piccola coda, senza trucco, da farmi dimenticare il freddo, la pioggia ed il fango sulle scarpe. Mi parla da così vicino che sento il profumo della sua bocca, caffè e dentifricio con la sfumatura della saliva che così ben conosco.

“Lo so cosa stavi pensando, è un gioco che faremo, te lo prometto”.

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