Consolazione*

di cristinadellamore

Questa è una di quelle sere in cui lei mi tradisce per ventidue energumeni sudati e in mutande; lo so, me ne faccio una ragione ma non riesco proprio a farmi piacere il calcio; meglio, non lo capisco, non mi interessa, e non bastano i primi piani di qualche fisico muscoloso messo in evidenza da una maglietta attillata ad attirare la mia attenzione. Sono comunque ridotta al rango di svuotatrice di posaceneri, e meno male che, nell’intervallo tra i due tempi, lei si approvvigiona da sola di vino e schegge di grana.

Non guardo lo schermo ma lei, tesa e concentrata all’inizio, col passare del tempo sempre più cupa: non ho idea di come stia giocando la sua squadra del cuore, ma le cose non vanno bene. So che in questi casi è meglio che io resti ferma e zitta nel mio angolo di divano.

Dal tono concitato del telecronista mi rendo conto che le cose vanno sempre peggio e mi sembra di capire che la partita è quasi finita. E’ il momento di buttare in campo le riserve: e chi meglio di me?

Detto fatto, scivolo giù dal divano e mi inginocchio tra le sue gambe, approfittando dell’aria più tiepida che la ha convinta ad indossare solo una lunga maglietta bianca, sotto la quale affondo il capo alla ricerca del Sacro Graal (o dovrei dire della Coppa?), labbra, lingua e denti già pronti.

Il triplice fischio ed il suo ben noto gemito si fondono. Missione compiuta, abbiamo passato il turno, lei ed io.

 

*Da un’idea di Pornoscintille perfezionata da Colpo di Tacco

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