Degustazione verticale

di cristinadellamore

“E sia”, ha ceduto lei, “vedremo le Sfumature. Ma prima, c’è un altro film di BDSM patinato che devi vedere, roba di quaranta anni fa. Ma a me è piaciuto, e piacerà anche a te”.

Per entrare nello spirito del film, ho dovuto spogliarmi, indossare il collare e le manette e accovacciarmi ai suoi piedi: ci sono modi peggiori di seguire uno spettacolo, anche perché lei mi ha gentilmente appoggiato una mano sulla nuca, un segno di possesso, ma ogni tanto sentivo le sue dita agili che mi sfioravano la pelle.

Il libro ha venti anni di più, mi ha sussurrato lei prima che potessi chiederlo, e questo spiega come mai quella ragazza non si permette di dire una parola quando l’amante la fa mezzo spogliare in macchina. Poco credibile ma molto erotico.

Ancora meno credibile che la protagonista, dopo mezz’ora di frustate e dopo essere stata scopata in tutti i buchi, ha ancora il trucco a posto e la pettinatura impeccabile. Però lei è molto bella, davvero.

“Papà mi ha confessato di aver perso molte diottrie per colpa di questo film”, ha detto lei, e poi mi ha dato uno schiaffetto perché, pur ammanettata come ero, stavo cercando di toccarmi. Certo, devo stare ferma.

Ecco che compare l’altro, arrogante come pochi; io non sopporterei di essere ceduta come un oggetto, e lei non lo farebbe mai anche se sa essere una Padrona severa.

Mai quanto quella bellissima donna che domina un gineceo quasi ottocentesco. “Mi sono immedesimata in lei, la prima volta che ho visto il film”, mi ha detto, e mi ha porto la mano perché la baciassi. Io non posso immedesimarmi nella protagonista, il dolore è dolore, quando giochiamo lei non mi fa mai male, e qui si parla di marchi a fuoco e di piercing alle grandi labbra: niente da fare, anzi mi è passata ogni tipo di eccitazione. Lei se ne è accorta e ha preso ad accarezzarmi il seno, molto meglio.

Sono lì con i capezzoli dritti, come piace a lei, e compare un’algida bionda dagli alti zigomi da slava. Lei non mi ha mai nascosto nulla, so di quelle due ragazze di cui forse si era innamorata, prima di me. Non ci sono più ma ho una fitta di gelosia retrospettiva, assieme ad un’altra, molto più gradevole, di desiderio.

Nuda, esposta e mascherata, offerta a tutti. Lei non farebbe mai neanche questo, ne sono sicura, e mi concentro su quel bellissimo corpo esposto. “Peccato, non è vero, che allora non si usasse depilarsi?”, ha commentato lei. Non mi ha detto che posso parlare, e comunque non lo so, deve essere bello frugare tra un cespuglietto scuro e profumato per trovare le più sensibili mucose.

Il film è finito, lei dà uno strattone al collare, mi aiuta ad alzarmi in piedi e poi, ammanettata come sono, mi fa sedere a cavalcioni del suo grembo, passa le mani sul mio corpo e affonda il capo in mezzi ai miei seni: ottime premesse per il resto della serata.

Annunci