Pazza per lei

di cristinadellamore

Sì, insomma, ve ne sarete accorti, ma adesso sto parlando dell’acqua pazza, cioè un modo di preparare il pesce. In genere si usa con materiale pregiato, lei mi ha a lungo raccontato di una pezzogna mangiata con i genitori tanti anni fa che ancora ricorda per la delicatezza. Solo che non sempre si trova il tempo o la voglia di pulire il pesce, per tacere della spesa. E allora l’ultima volta abbiamo nobilitato – non inorridite – i filetti di merluzzo surgelati con la nostra versione.

Nell’olio, quanto basta per coprire il fondo della padella, abbiamo fatto scurire due spicchi d’aglio, poi lo abbiamo tolto quando è diventato nero e abbiamo abbassato la fiamma prima di aggiungere un etto di pomodorini spezzati a metà, un cucchiaio di paté di olive nere, un’acciuga sfilettata e, ovviamente, i filetti di merluzzo.

Abbiamo generosamente spruzzato col vino bianco e, una volta evaporato l’alcol abbiamo coperto la padella e lasciato cuocere per una decina di minuti.

Nel frattempo lei ha tostato tre o quattro fettine di pane in cassetta sulla piastra.

“Per non sprecare il condimento”, ha detto sorridendo, e le ha disposte nei piatti; con mano ferma ha versato l’intingolo e poi disposto il pesce in maniera quasi artistica, un filetto di piatto, l’altro appoggiato sul primo, e aggiunto un po’ di prezzemolo.

Era ottimo, e l’ultimo boccone, che ho preso direttamente dalle sue labbra, era ancora migliore.

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