Lavori in corso

di cristinadellamore

Sono tornata a casa desiderando un bagno caldo ed un po’ di coccole, e ho trovato lei con un diavolo per capello. In questi caso c’è solo una cosa da fare, e l’ho fatta: lì dov’ero e com’ero, ancora con il piumino addosso, la borsetta che pendeva dal braccio, l’ho abbracciata e baciata, frugando fino in gola con la lingua.

Dopo averla ridotta a più miti consigli, mi sono goduta le bolle della jacuzzi ed il massaggio delle sue mani abili sulla schiena. Non ho voluto stravincere e le ho chiesto cosa fosse successo.

Senza interrompere il massaggio e le carezze, lei mi ha spiegato. Pare che abbiano deciso, ed io avrei aggiunto finalmente, di mettere mano alla sistemazione del condominio: nuove facciate, nuovo vialetto di ingresso, una cosa che, se ho capito bene si chiama cappotto per l’isolamento termico, e così via.

“Questo scherzetto prevede almeno un anno di lavoro e non ho idea di quanto ci costerà”, ha brontolato concludendo la sua spiegazione.

Io ho provato a rispondere che era qualcosa che bisognava fare; lei mi ha messa a tacere con un bacio prima di spiegarmi che sì, erano lavori da fare, ma ci saremmo trovate con le impalcature davanti a finestre e balconi per quattro stagioni, la casa piena di polvere, rumori e disagi.

“E meno male che non abbiamo poi messo i condizionatori fissi, adesso dovremmo toglierli, ovviamente a nostre spese, e poi rimetterli quando saranno finiti i lavori”, ha aggiunto.

Ci ho pensato un attimo, e poi ho chiesto: “Impalcature, cioè operai qui in giro dalla mattina alla sera? Tipo qui davanti quando facciamo la doccia? ”
“Esatto. Per un po’ dovremo abituarci a vivere con le tapparelle abbassate”.

“Allora approfittiamo del tempo che ci rimane”, ho suggerito, “togliti la maglietta e raggiungimi qui dentro”.

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