Indovina chi viene a cena

di cristinadellamore

Ci abbiamo pensato un po’, ma poi alla fine lei si è decisa: l’ex stagista bionda viene a cena da noi.

“Dobbiamo organizzare bene la cosa”, ha detto, e non si riferiva al menù. Certo, non potevamo essere in tre, ma non troppi di più, anche perché lei non si è ancora decisa a sostituire la sua piccola lavapiatti da single, nella quale, con un po’ di creatività, riusciamo a far stare sei coperti ma non le pentole.

“Allora, ci vuole una coppia etero ed un etero single. Perché lei è etero, non è vero?”, ha deciso lei. Io la conosco, la domanda è puramente retorica, ma io non ne sono così sicura; quanto meno, non è omofoba e forse sarebbe anche disposta a fare una esperienza nuova. Comunque non sono affari miei.

“Sarà un venerdì sera, io resterò a casa e preparerò con calma il tortino di alici che ti piace tanto”. E’ vero, abbiamo fatto un gioco, una sera, e per il suo tortino di alici secondo la ricetta della nonna ho sopportato cinque frustate sul culo. “Non è vegana, spero”. No, non lo è, io mi accontento di una mela, di una arancia o di una banana, durante la pausa pranzo, e lei spesso apre una scatoletta di salmone al naturale e non rinuncia mai ad una fetta di mozzarella.

“Non dovrà essere niente di troppo elegante, e suggeriscile di venire direttamente qui con te, quando uscite dall’ufficio”. Lei pensa sempre anche ai dettagli, le farà anche trovare un accappatoio pulito e l’acqua calda per fare magari una doccia, ne sono certa.

E adesso non mi resta che condividere la ricetta del tortino di alici, ovviamente: tenetevi forte, perché vale davvero la pena.

Alici fresche da spinare e aprire a libretto, se sono un po’ grandi è meglio, e ce ne vorrà mezzo chilo, e intanto che le pulite e le spinate potete lessare mezzo chilo di patate e lasciar andare per una decina di minuti una salsina di pomodoro con mezzo chilo di passata, aglio, olio e un pizzico, ma solo un pizzico di sale. Per quanto possa sembrare strano è la salsa la cosa più difficile, deve addensarsi abbastanza, e presto capirete il perché.

Lasciate raffreddare le patate, pelatele e tagliatele a dadini e a questo punto è tutto pronto: suggerisco una teglia rettangolare o quadrata, abbastanza alta, foderata con la carta da forno più che ben unta con l’olio, e si va a strati: prima le patate, poi le alici, poi di nuovo le patate, poi il pomodoro, e poi ancora le alici, a chiudere. Coprite la teglia con un foglio di carta d’argento e via, nel forno a 180 gradi per dieci minuti, e dopo cinque via la carta d’argento.

Mi chiedo già da adesso l’effetto che farà ai nostri ospiti, e penso che lei pretenderà da me ancora la sua libbra di carne, pardon, di culo, ed io sarò felicissima di concedergliela.

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