La bruna, la bionda e la rossa (tinta)

di cristinadellamore

Ci sono cascata. Ho invitato la ex stagista bionda, ora fortunata titolare di un contratto a tempo determinato di tre mesi al minimo di stipendio ed al massimo di lavoro, a prendere l’aperitivo con me.

In realtà avevo cercato di evitarlo: la avevo vista pendere dalle mie labbra, seguirmi e addirittura imitarmi (un giorno si è presentata con la treccia come me) e mi ero detta che non sarebbe stato male tenere un po’ le distanze, con questa ragazza un po’ più grande di me, con una laurea breve ed un paio di seni enormi che sembrano incollati su un busto gracile e mi chiedo come faccia a reggersi in piedi, peserà dieci chili meno di me ed è più alta di dieci centimetri. Ma, come dice lei, io sono troppo buona.

Aperol spritz per due, patatine, tartine ed ogni tanto un’occhiatina all’orologio, mentre la bionda parla, mi racconta che ogni fine settimana rimorchia un uomo diverso, se lo porta a letto – seguono dettagli, è davvero completa – e lo scarica la mattina dopo: complimenti, spero che almeno si diverta.

E finalmente, anche se sono seduta con le spalle alla porta del locale, sento che lei è finalmente arrivata: le luci diventano più brillanti, le tartine più fragranti, il suo profumo mi avvolge ancor prima del suo abbraccio. Come sempre, chiudo gli occhi e mi perdo l’espressione della bionda; quando rialzo le palpebre vedo che ha ancora gli occhi sbarrati e la bocca aperta, e sì che le avevo detto che vivo con una donna, e che donna.

Lei si accomoda, ordina un analcolico (deve guidare), ed io faccio le presentazioni. Con mia sorpresa, ma neanche tanta, pare che trovi simpatica la mia collega, che è certamente meno stupida di quello che vuole apparire perché non si mette a fare domande sul nostro rapporto, ma le chiede del lavoro e parla con una certa cognizione di causa, o almeno mi sembra, del nuovo meccanismo del divorzio veloce.

Lei mi sorride prima di raccontarle qualche aneddoto del nostro rapporto: è il suo sorriso che vuol dire tante cose, affetto, amore, desiderio, condivisione, ed io sono improvvisamente gelosa, non dovrebbe sorridermi così in pubblico. Poi ci ripenso, lo ha fatto, mi dico, per sottolineare che sì, la trova simpatica ma al centro dei suoi pensieri ci sono io.

La bionda ci racconta dell’uomo dello scorso fine settimana, che ha cacciato fuori di casa prima di consumare quando si è accorta che aveva preso una pastiglia blu mentre lei si spogliava; si merita un applauso, insomma.

Sotto il tavolo, lei appoggia una mano possessiva molto in alto sulla mia gamba; la bionda deve accorgersi di qualcosa, forse dal sorriso che mi spunta sulle labbra, escludo che abbia sentito l’odore dell’improvviso fiotto di umori che mi ha inzuppata, e dice che è il momento di andarsene.

Si è meritata, per il prossimo fine settimana , un invito a cena.

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