Un ballo in maschera

di cristinadellamore

Più che un ballo è stata un festa del martedì grasso.

Lei si è lasciata convincere, alla fine, ad accettare l’invito: la cosa non le piaceva, e me lo aveva spiegato: “E’ un locale che deve la sua fama proprio al mondo gay, e gli etero ci vanno come andrebbero allo zoo. Lo sai che queste cose non mi piacciono per niente”.

In realtà è una battaglia che condivido, ma stiamo parlando di una serata di carnevale, lei ha comprato i costumi e li abbiamo solo provati in casa, quindi ho insistito e lei ha ceduto.

Musica a palla, luci da impazzire e tanta gente. Incredibilmente, ne conosciamo parecchia, e lei riesce a spiegarmi, nel caos, che in realtà è una festa privata e gli inviti li ha fatti una nostra vecchia amica. Mi diverto ma mi accorgo, nel corso della serata, che lei è distratta e improvvisamente è addirittura diventata di pessimo umore. Ci ritagliamo un attimo di calma in un angolo un po’ riparato, la bacio e le chiedo di sfogarsi.

“C’è un tizio che non conosco e che mi sta attaccato con la colla, ma sarebbe il meno: ce n’è anche uno che conosco e che mi piace ancora di meno, chissà come ha fatto ad avere l’invito”.

E allora che facciamo, ce ne torniamo a casa? Assolutamente no, risponde lei, andiamo avanti nella serata, e ricambia il mio bacio. Provo ad accarezzarla proprio lì dove finisce la giacca e cominciano le calze parigine scure e sento un tintinnio: appese alla cintura ha delle manette molto realistiche, dall’altra parte uno sfollagente. Mi aggrappo al suo corpo spingendo l’inguine contro il suo: stasera sono più bassa, ho messo i mocassini bianchi, lei non ha rinunciato alle sue Chanel. Lei non si sottrae. anzi.

Improvvisamente di buon umore, mi lecca leggermente le labbra con la punta della lingua prima di promettermi: “Sì, appena arrivate a casa ci divertiremo di più”.

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