Dopocena con Gastone

di cristinadellamore

Dopo la cenetta in casa, in genere cominciamo a coccolarci sul divano, specialmente se avevamo deciso di dare una certa solennità e ci eravamo vestite per sedurre; ma quella sera lei aveva altre idee.

Con una carezza ed un bacio mi aveva fermata prima che potessi aprirle la camicetta di seta nera, con un altro bacio ed un’altra carezza mi aveva fatta accomodare al posto d’onore, la poltrona di pelle del bisnonno, era sparita per un attimo ed era ricomparsa con due strani bicchieri panciuti ed una bottiglia dalla forma strana, un collo lungo e sottile, un corpo basso e largo, un vetro verde e opaco.

“Era del nonno, credo”, mi ha detto poggiando il tutto in precario equilibrio sull’orlo del tavolinetto rustico che regge un piccolo impianto stereo che non funziona più ma che non ci decidiamo a portare all’isola ecologica più vicina, “te lo faccio assaggiare, purtroppo ne è rimasto poco”.

Bruno dorato, mi piacerebbe avere i capelli di quel colore, ho pensato quando l’ho visto nel bicchiere; poi ho seguito le sue istruzioni, ho preso delicatamente il bicchiere che mi sembrava fragilissimo, l’ho scaldato col palmo della mano, e per prima cosa ho provato a sentire il profumo. Molto alcolico e gradevole, mi è sembrato, e l’ho detto.

Lei ha annuito prima di rispondere: “Ti diranno che si sente il bosco, o l’erba, o chissà cos’altro, ma è la risposta giusta. E adesso assaggia”.

Mi piace il vino, lo bevo volentieri, ma non mi piacciono più che tanto i superalcolici. Lei mi ha insegnato ad apprezzare, in piccole dosi, il whisky scozzese di qualità, ma questa era un’esperienza nuova. Morbido e fresco sulla lingua e improvvisamente potente e caldo in bocca, nello stomaco e anche nel naso, forse un ricordo di agrumi.

“Ti piace, si vede. Finiamo questa bottiglia, allora”, ha deciso lei.

Sono riuscita a sbottonarle la camicetta solo parecchi sorsi dopo, e la sua pelle era più alcolica del liquore, mi sono addormentata solo dopo essermi ubriacata di lei.

Annunci