Patatine fritte

di cristinadellamore

Ero tornata a casa per prima: lei mi aveva mandato un messaggio ed avvertito che avrebbe fatto tardi e per non soffrire la solitudine (per tutto il pomeriggio, un pomeriggio buio, freddo ed umido avevo pensato a come sarebbe stato bello una volta aperta la porta abbracciarla e perdermi e nel suo abbraccio) mi ero dedicata a prepararle un’accoglienza speciale.

Avevo apparecchiato la tavola nel salotto che usiamo di rado, con una delle tovaglie che erano state di sua nonna e con i piatti ed i bicchieri di sua madre, quelli delle grandi occasioni. Avevo lucidato anche il candelabro d’argento che, ahimè, era diventato nero, ma mi mancava il menù: in casa non c’era niente di particolare, nulla di degno di una tavola così elegante.

Però il congelatore era pieno, e allora, perché non giocare sulle differenze e sui contrasti? Ce ne era abbastanza per organizzare una frittura mista: olive ascolane, bocconcini di mozzarella, crocchette di patate, fiori di zucca e baccalà in pastella. E naturalmente patate fritte.

La frittura pone un problema serio: deve essere bollente, deve attendere solo due o tre minuti sulla carta gialla per liberarsi dell’olio in eccesso, ed ha bisogno di tempo, non si può riempire la padella, deve navigare liberamente nell’olio bollente. Per fortuna avevo ricevuto un altro messaggio: lei mi avvisava che, tempo mezz’ora, sarebbe stata a casa.

Un occhio all’orologio ed un altro alla padella, la cappa aspirante al massimo e, a sfidare il freddo umido della serata, la finestra della cucina semiaperta. Lei ha aperto la porta e la cena era pronta.

Ed ero pronta anch’io: l’odore di fritto impregna i vestiti, ed io li avevo tolti.

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