Storie di soldati (3)

di cristinadellamore

Storie di Elfi e di Uomini

“L’esercitazione è finita, portatevelo nella baracca, dategli qualcosa da mangiare e lasciatelo dormire al riparo. Domani mattina me ne occuperò”. E se ne era occupata. Alla fortezza nessuno sapeva dire quando e da dove fosse sbucato: lo chiamavano Rebon, era sempre stato lì, accanto al letamaio, ad occuparsi dei rifiuti, recuperando ciò che potesse essere utilizzato, svuotando le latrine, vendendo il letame ai contadini. Onestissimo, consegnava al capo della guardia ogni cosa di sia pur minimo valore rinvenisse ed i modesti corrispettivi che riceveva per il fertilizzante. Lo prese con sé, lo nominò suo attendente e scoprì che se quella notte era sfuggito alla vista acuta della Strega era perché aveva l’inquietante capacità di mimetizzarsi contro qualsiasi sfondo, come un camaleonte. Lei sapeva che c’era, ma non sapeva dove fosse.

Anche quella sera Rebon era lì, le versò un bicchiere d’acqua fresca dalla caraffa che teneva sempre piena sul tavolino…

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