Solo per amore

La vita, l'universo e tutto quanto

Mese: gennaio, 2015

Io viaggio da sola

by cristinadellamore

Anche se preferirei essere in compagnia, su questo Frecciarossa che mi porta verso Milano più o meno a trecento all’ora. Viaggio di lavoro, due notti e due giorni fitti di incontri e riunioni, e lei a seicento chilometri da me, e il wi-fi funziona anche maluccio, ogni tanto cade la linea, non riusciamo videochattare sul social network (no, non quello bianco e blu, quell’altro).

Stamattina lei mi ha dato un lungo bacio, sulla porta di casa, profondo, affamato, e lo ha accompagnato con una carezza molto intima, che mi ha fatto desiderare di tornare dentro e togliermi le mutandine. Ho sentito il suo sapore ed il suo tocco per tutta la giornata che ho passato per metà al telefono con i clienti e per metà in noiosissime riunioni.

Affondata in questa poltrona sento ancora adesso che lei è accanto a me. Ho rinunciato ad internet e rimesso il phablet aziendale in borsa, e le mie dita hanno incontrato una setosa morbidezza che non era la fodera dello scomparto.

Mi alzo un po’ barcollando e caracollo verso il bagno, faccio appena in tempo ad chiudermi dentro che mi arriva un messaggio. Assieme al phablet estraggo le sue mutandine, quelle che ha indossato ieri, le stringo in pugno e leggo: “Sicura che hai trovato il mio pensiero. Sono con te”. Completato con un cuore, ed io so quello che devo fare.

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Caccia grossa

by cristinadellamore

L’altra mattina, mentre facevo la doccia, lei invece di aspettarmi con l’accappatoio aveva già cominciato ad affaccendarsi in cucina. L’ho raggiunta, ancora gocciolante, e l’ho trovata che consultava un vecchio libro – sì, proprio uno di carta – e brontolava qualcosa.

“Vestiti e vieni a darmi una mano, oggi cuciniamo una cosa complicata”, mi ha detto. Era un ordine, come solo lei può darmene, ed io ho obbedito.

Mi ha spiegato con più calma, dopo avermi baciata. La nonna era bravissima in cucina, ma lei non ha fatto in tempo ad imparare tutto quello che avrebbe voluto; il librone un po’ ingiallito era la raccolta di ricette con le sue note, e insomma, visto che è stagione facciamo il ragù di cinghiale.

“Nonna cucinava benissimo, e tra natale e capodanno preparava sempre lepre, fagiano o cinghiale, a seconda di quello che trovava il nonno da un macellaio di fiducia in centro. Io ho trovato il cinghiale, quindi diamoci da fare”.

Nominata sul campo aiuto chef, mi sono immediatamente calata nel ruolo. Quasi un chilo di cipolle mi aspettava minaccioso; le ho pelate senza trattenere le lacrime, che lei ha gentilmente leccato una per una.

Intanto un generoso tocco di burro si scioglieva sul fondo di un capace pentolone e lei ha tolto dal frigo un contenitore di vetro: dentro c’era una poltiglia rossa nella quale erano immersi dei pezzi di carne. Molto poco invitante.

“E’ la marinata, l’ho preparata ieri sera, prima di andare a letto. Vino rosso, aglio, alloro, bacche di ginepro, la nonna non ci metteva l’aceto perché al nonno non piaceva. Ha scritto anche un altro appunto, dice che anche se il libro invita a buttarla via lei la conservava per la cottura, per sentire di più il selvatico”.

Le cipolle cominciavano ad appassire, e con gesto deciso lei ha svuotato il contenitore nella pentola e alzato la fiamma. Il profumo forte e gradevole che ha subito invaso la piccola cucina prometteva bene. Poi ha aggiunto acqua, fino a coprire la carne e le cipolle, un dado ed un cucchiaio di concentrato di pomodoro.

“Adesso è solo questione di pazienza, deve cuocere e stracuocere finché le cipolle si consumano tutte”, ha affermato; ha abbassato la fiamma al minimo, mi ha abbracciata di nuovo e gentilmente guidata in camera da letto.

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Storie di soldati (1)

by cristinadellamore

Storie di Elfi e di Uomini

Morwen mise piede nel suo alloggio sul far della sera. Era stanca, di quella stanchezza buona che la colpiva sempre dopo una dura e soddisfacente giornata di lavoro sul campo di addestramento di Castello Tonante dove aveva condotto la sua compagnia all’alba e la aveva tenuta occupata in esercitazioni tattiche contro la compagnia di Era Irasdottir, la barbara alta e bionda che le aveva dato il suo nuovo nome, il terzo, che ora usava con un certo orgoglio. Per tutti, a Castello Tonante, dai suoi fanti ai ruoli della fureria, per gli altri ufficiali e per il colonnello Samel, comandante della piazza, era diventata Capitan Belladonna.

Con sua sorpresa, i raccogliticci compagni di viaggio, i robusti cacciatori del Sud, i contadini del Regno Nero e le Streghe dell’Ovest che le erano stati affidati si erano rapidamente trasformati in qualcosa di molto simile a soldati. Ancora più sorprendente la metamorfosi di…

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Paola (Dialogo quasi socratico sulla gravidanza e non solo)

by cristinadellamore

Sia ringraziato l’inventore degli auricolari per il telefonino.

Paola*: “Grazie per aver risposto subito. Volevo invitarvi per sabato, il primo giorno di carnevale, tu e tua moglie. Festeggiamo, ti va?”

Io: “Figurati, ho visto il tuo numero e sono felice di sentirti”. (E’ vero. Sballottata in un autobus strapieno, unico schermo a mani adunche ed arroganti il piumino che mi ha regalato lei, una chiacchierata è il modo miglior per passare il tempo, e lei non mi chiama mai: dice che non vuole controllarmi, ma io so che non è proprio vero, in realtà ha una certa fobia del telefono da quando ricevette una certa telefonata, ma questa è un’altra storia.)

P.: “Festa in maschera, mi raccomando. So che il preavviso è poco, ma conto sulla vostra creatività che ben conosco”.

Io: “Faremo del nostro meglio per non deluderti”.

P.: “L’anno scorso eravate bellissime, ci conto. E sai, visto che ne stiamo parlando, credo proprio di doverti ringraziare”.

Io: (Schivo una palpata sulle tette girandomi su me stessa, una veronica da torero) “E per cosa?”

P.: “Sara* è cambiata, sai”.

Io: “E cosa c’entro io con tua moglie?”

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Dov’era l’ombra

by cristinadellamore

Avevamo trovato un avviso, quella mattina, uscendo di casa. Il condominio aveva finalmente deciso, bisognava tagliare le due magnolie che, piantate lì sulla fine degli anni ’50, al momento della costruzione del palazzo, arrivate ormai all’altezza del quarto piano ombreggiavano sì il vialetto di accesso ma con le radici avevano devastato l’ingresso carrabile.

Rapido ed indolore, al nostro ritorno a casa non c’erano più, solo due grossi ceppi al livello del suolo, ed l’allegro portinaio filippino che raccoglieva qualche ramo sfuggito agli operai che avevano portato via il resto.

A lei era scappata qualche lagrimuccia, aveva gli occhi un po’ rossi, e dopo aver accettato il mio bacio mi ha spiegato perché.

“Li avevo visti lì da sempre. Io qui ci sono nata, capisci, ed era una cosa che mi univa ai miei genitori. Quando l’ho raccontato a mio fratello, gli ho mandato una mail, ci è rimasto male anche lui”.

Non c’era che da darle un altro bacio, farla accomodare sul divano e lasciarla parlare; come adoro fare, mi sono accovacciata ai suoi piedi, il capo sulle ginocchia. La sua mano mi carezzava la nuca e intanto mi raccontava di quando giocava col padre, che faceva finta di arrampicarsi lungo i tronchi o la alzava tenendola per la vita per farle toccare qualche ramo, e di quando la madre le diceva di non toccare le foglie cadute per il vento perché potevano essere velenose.

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Menu di pesce

by cristinadellamore

E’ un ristorante che piace moltissimo a lei, a me un po’ meno, e non solo per il menu; no, d’accordo, si mangia pesce, preparato spesso in maniera creativa, ed altrettanto spesso è molto buono se non ottimo, il problema è la giovane cameriera bionda, con gli occhi chiari ed un piercing sulla lingua, che si prende secondo me un po’ troppa cura di noi. Anzi, di lei, l’ultima volta non ha potuto servirci, e lei è andata a salutarla, e ne ha avuto in cambio un abbraccio e due bacioni sulle guance.

L’altro cameriere in sala è il marito, che porta i capelli più lunghi di quanto li porti lei, stretti per igiene in una coda di cavallo, cortesissimo ed efficiente; ogni volta che si china su di noi mi accorgo che lei sorride e so anche il perché, esplora la mia scollatura e sembra soddisfatto da quello che vede. E sì che oggi ho addosso un maglione a V ed una camicia di taglio maschile abbottonata sino alla gola.

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Novità

by cristinadellamore

Storie di Elfi e di Uomini

Bene, siamo arrivati alla conclusione di un altro capitolo, e per prima cosa voglio ringraziare il lettore che il 9 gennaio si è letto, da solo, più o meno mezzo blog. Spero che gli sia piaciuto e che voglia tornare qui da me, ci sarà ancora parecchio da leggere.

Allora, adesso abbiamo anche incontrato qualcuno dei cattivi di questa storia, per quanto possano valere queste definizioni in un dark fantasy. Wardain ci darà parecchio da fare, vi annuncio subito, per quanto possa essere antipatico, quindi fatevene una ragione.

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Sara (Dialogo quasi socratico sulla vita quotidiana di una famiglia arcobaleno)

by cristinadellamore

Dunque, quella sera la mia collega ed amica non aveva voglia di tornare a casa. Io, invece, sì, come sempre. Ma aveva bisogno di parlare. E allora aperitivo, salatini e chiacchiere.

Sara* : “Vedi, Paola* sta benissimo, la pancia cresce, ogni mattina si sveglia felice ed ancora più bella”.

Io: “Sono contenta, dobbiamo venirla a trovare, chissà se lei non si convinca a lasciarmene fare uno”.

S. : “Io meno. Condivide meno, è chiusa in se stessa, le basta questo bambino. La notte la sento che parla”.

Io: “Parla da sola?”

S. : “No, parla con il bambino, gli racconta come ha passato la giornata. Sono cose che a me non dice più, ormai”.

Io: “Ma tu gliele chiedi”?

S. : “Per la verità, è un po’ che le parlo meno, arrivo a casa, la saluto, la bacio e scappo in palestra”. (Attimo di imbarazzo, beve in un sol sorso lo spritz e ne chiede un altro, ed io mi preoccupo un po’ perché contavo su un passaggio per tornare a casa.)

Io: “E lei non viene con te”?

S. : “Lei fa ginnastica al mattino presto, prima di uscire. E prima che me lo chiedi, ci resto solo mezz’ora, poi faccio la doccia, mi metto la tuta e la aiuto in cucina”.

Io: “La tuta, capisco”.

S. : “Perché la porta anche lei, così è più comoda. Ma sai che a parte la pancia non è ingrassata per niente”?

Io: “Paola sarà in forma anche il giorno prima del parto, ne sono certa”.

S. : “E poi c’è il sesso, ovviamente”. (Incredibilmente arrossisce, e sì che ci conosciamo fin troppo bene.)

Io (sorridendo complice): “Allora è vero”.

S. : “Cosa”?

Io: “Che quando aspetti crescono le voglie”.

S. : “Non lo so, da quando abbiamo avuto la certezza non lo facciamo più”.

Io (allibita): “Ma come? Eravate così affiatate”.

S. : “Cioè, la dottoressa ci aveva detto di essere un po’ caute, almeno i primi due mesi, e allora non l’abbiamo fatto per niente. Poi, cosa posso dire, non se ne è più parlato. Ti invidio un po’, adesso, si vede che con lei andate sempre alla grande”.

Io (mi spremo le meningi per trovare qualcosa di intelligente da dire): “E perché non ne parlate? Anzi, perché non lo fate e basta”?

S. : “Sai, mi sono sempre chiesta cosa succede in una coppia etero. Magari lei si vergogna, a lui fa schifo il pancione, i seni gonfi. E magari lui va a puttane, lei ci prova con l’idraulico, insomma, cose così”.

Io: “Paola si vergogna?”

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Non perdere l’amore

by cristinadellamore

Eccolo, il primo award di quest’anno, dopo la nomination di Dubbi Alieni che qui ringrazio.

Questo il logo

award

e queste le regole del premio:

Iniziamo questo nuovo anno con un Award che rappresenta l’Amore, io vorrei condividere questo simbolo d’amore con voi tutti ..
“Il mio obbiettivo è, portare l’amore nel mondo, offrire amore a chi ne ha bisogno, condividere l’amore che porto nel cuore”
Condividi questo premio con i tuoi amici Blogghisti (almeno 5) e scrivi anche il tuo obbiettivo, portiamo tutti assieme l’amore nel mondo. Ti abbraccio con amore e sincera amicizia.

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Politica interna, politica estera (2)

by cristinadellamore

Storie di Elfi e di Uomini

“Durante la guerra tu eri con le armate, Wardain, e non puoi saperlo, ma dopo ogni nostra vittoria gli ambasciatori dei regni alleati si precipitavano qui per chiedermi di fermarmi. Secondo loro avremmo dovuto smettere già dopo Castel Beffardo. Credi che non sappia il tuo re perché siamo a questo punto? Noi non dovevamo diventare troppo forti, gli Uomini non potevano permettercelo, e così ho dovuto mutilare la vittoria e rinunciare a far sparire definitivamente l’intero Regno Nero. E non posso denunciare un trattato e scatenare una guerra di aggressione raccontando ai nostri alleati la storia dei falchi”.
“Maestà, sono mortificato. Non avevo idea di questo”.
“Non scusarti, tu hai fatto il tuo dovere, ed in realtà mi hai fatto venire un’idea. Ti darò quei cinquemila uomini, a condizione che li nutra con le risorse della Provincia senza diminuire i trasferimenti nel nostro Regno”.
“Certamente Maestà. In effetti ventimila contadini…

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EssereDonna&Mamma

forse il segreto è non pensarci più e godermela fino in fondo

Daniele Peluso

Fotografia, scrittura, minimalismo, voli pindarici, nebbie ed utopie.

Viaggio dentro me

Qui tutti possono essere ciò che vogliono

Ibelieveinunicorns

Mi piace essere la cosa giusta nel posto sbagliato e la cosa sbagliata nel posto giusto, perché accade sempre qualcosa di interessante. Andy Warhol

toffee

you believe forever

Crèmisi Poetica

Essere altrove da memoria trafitta / come nube leggera di gravità arresa . / Essere pensiero bisbigliante e concavo / di pace bramosa in stallo fra le risposte. ©Runa

Tutto sulla mia psicopatica vita almeno sine a quando ne avrò una

Parlerò di me della mia follia I miei pensieri e sogni irrealizzabili vi sfido a seguirmi

paracqua

Un buco nell'acqua, mica facile a farsi

Doduck

Lo stagismo è il primo passo per la conquista del mondo.

La Casa Di Marte

Il momento dove la notte è più buia... è quello più vicino all'alba.

Moll(am)y

Costringimi, ma lasciami andare. Vieni anche tu, se no faccio da sola!

Il Quadernetto

Appunti caotici, ironici, romantici.

un'italiana ad amburgo

Let your past make you better, not bitter ;)

La ragazza che pedala

Scatto fisso, senza freni. Non posso fermarmi anzi non voglio farlo.

Besos de Cuero

"When pain and pleasure become ecstasy." - Erotic tales of dominance, submission and transcendence.

Schiava di MasterSem

Coerenza è comportarsi come si è e non come si è deciso di essere.

Maestro e margherita

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Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio, perché con questa spada vi uccido quando voglio.

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Bruciami Dentro

Chi sono io? Sono solo una piccola donna che lotta ogni giorno contro i suoi demoni. A volte vincono loro e mi lasciano come un guscio vuoto, pronta ad essere nuovamente devastata. Altre volte invece sono io a vincere e allora vedo il sole anche se sta diluviando

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Sono sempre stata convinta che la libertà di espressione sia fonte di arricchimento, confronto e crescita personale, nel rispetto di tutti e per tutti. Spunti di riflessione e svago.

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Divoratrice di libri, amo scrivere recensioni e perdermi tra le pagine dei romanzi che leggo.

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When you're dead, you're dead. Until then, there's ice cream.

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Sperava presto di raccogliere il segreto per essere felici

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