Carnem levare

di cristinadellamore

L’anno scorso, il martedì grasso, abbiamo avuto un successone: lei ha indossato una vestaglietta nera con grembiulino bianco e crestina, io lo smoking di suo nonno, molto vintage, quindi con i pantaloni un po’ corti sulla caviglia e la giacca a doppio petto che si fermava all’altezza della vita.Stavolta ci serve qualcosa di diverso, frugo nell’armadio, mi immergo nella vecchia cassapanca della nonna, ma non mi viene in mente niente.

Lei mi ha guardata sorridendo, mi ha seguita nelle mie ricerche ma non ha mosso un dito; solo quando mi sono arresa, stanca e sudata come se avessi corso una mezza maratona, e mi sono buttata sulla sacrosanta poltrona di pelle ha preso il suo notebook e me lo ha messo sotto il naso.

“Ti piace, amore?”, mi ha chiesto, ed io ho strizzato le palpebre per togliermi il sudore dagli occhi ed ho visto una lunga giacca blu con bottoni dorati e spalline; ci penso per un attimo, la immagino addosso a lei, magari abbinata a calze scure e scarponcini e improvvisamente mi bagno. “Sì, mi piace”, rispondo un po’ roca. “C’è anche un berretto a visiera”, ha aggiunto.

Ha fatto una pausa drammatica.

“E questa ti piace?”, ha ripreso dopo aver sfiorato o schermo. Camice bianco, molto corto e abbottonato davanti, e cuffietta da infermiera. Provo a pensare a come mi starebbe: dovrei rinunciare alla biancheria, ci vorrebbero calze e reggicalze bianchi, mocassini dello stesso colore. “Sì, mi piace”, ho ripetuto con un un filo di voce.

“E allora ho scelto bene, ce li consegnano domani, in tempo per la prima serata di carnevale. Promettimi che farai la brava e non vorrai provarli in anticipo”.

Ho promesso, ma non so se manterrò.

 

 

 

 

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