Caldo conforto

di cristinadellamore

Cerchiamo rifugio nella nostra piccola cucina, nei gesti usuali davanti ai fornelli, quando il mondo attorno a noi sembra impazzire come in questi giorni.

“Zuppa di riso e lenticchie, e la preparerai tu, io ti farò da aiutante”, ha dichiarato lei.

D’accordo; non l’ho mai fatta ma conosco la ricetta, ne avevamo parlato nei giorni tra natale e capodanno, quando dalle lenticchie siamo state addirittura travolte, nella fin troppo gustosa versione con cotechino e zampone.

Siamo in due, quindi non più di un etto di lenticchie di Castelluccio, roba di qualità, addirittura si fregia del marchio IGP, un gambo di sedano e uno spicchio d’aglio, le mettiamo a lessare per una mezz’ora. Intanto la mia aiutante affetta al velo una bella cipolla e mi fa preoccupare, come sempre, perché manovra a tutta velocità un coltello affilatissimo; ho il tempo di pulirle le dita con la lingua, e dio sa se continuerei molto volentieri, ma vengo richiamata all’ordine con una carezza ed un bacio.

Ha ragione lei, magari mentre mangiamo possiamo giocare, ma la preparazione è sacra. Doso con attenzione il riso, un po’ meno di cento grammi di vialone nano, e lei stappa una bottiglia di ribolla gialla, ci servirà per il soffritto e poi berremo il resto per accompagnare la cena.

Ci siamo. Lei mi indica la pentola ed io smetto di sbirciare i suoi capezzoli che spingono il cotone dalla maglietta come se volessero forarlo, le lenticchie hanno assorbito quasi tutta l’acqua; è il momento di spegnere il fuoco, recuperarle con un mestolo forato, e passare al secondo tempo.

Un giro d’olio nella pentola e cinque minuti almeno per far sudare la cipolla a fuoco lentissimo, e intanto lei mi accarezza alla base del collo, vede che sono tesa e stanca, e se non smette lascio bruciare la cipolla. Smette, per fortuna, e così alzo la fiamma, aggiungo il riso e lo spruzzo col vino; immediatamente il profumo riempie la cucina.

Quando l’alcol evapora unisco le lenticchie, copro con l’acqua e aggiungo un dado vegetale , porto a bollore e abbasso finalmente la fiamma. Ora non ci resta che aspettare i rituali diciotto minuto, ed io ho più di una mezza idea su come tenerci occupate.

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