Non è ancora finita

di cristinadellamore

Sto ancora pensando ai massacri di Parigi, e non solo io.

Adesso è il momento non più del cordoglio ma del commento con la bava alla bocca e col sangue agli occhi, della chiamata alle armi, dell’insulto; basta leggere i blog generalisti sui siti delle grandi testate nazionali. Chi si azzarda a ragionare e ad argomentare viene immediatamente assimilato ad un terrorista e/o ad un traditore dell’occidente. Per fortuna ci sono i complottisti che, anche in una circostanza così tragica, per quanto impermeabili all’ironia riescono a strappare un sorriso.

Però non è solo nel calderone dell’internet che ribollono pessimi umori. Sì, ieri sera i telegiornali, più o meno, hanno annunciato che la reazione della Comunità Europea e dei singoli Stati andrà proprio nella direzione auspicata dai fascioislamisti: ci sarà, insomma, meno libertà, in nome della difesa della medesima, dimenticando la frase di Benjamin Franklin. Sembra proprio che si voglia concedere la vittoria ai terroristi, insomma.

Peccato. Non sarebbe stato meglio seguire l’esempio del premier norvegese che, dopo la strage del cristianissimo ed arianissimo Breivik aveva più o meno dichiarato che non era intenzione del suo Paese cambiare il modo di vivere perché, con i suoi concittadini, lo riteneva il migliore possibile?

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